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Italia fase 2 ripartenza 4 maggio: il piano nazionale

Gli italiani aspettano con ansia le nuove decisioni del Governo per quanto riguarda la famosa Fase 2 in Italia dopo il lungo lockdown dovuto all’emergenza coronavirus. La discussione sulla fase 2, che scatterà il 4 maggio 2020, è ancora aperta all’interno dell’esecutivo. Cosa accadrà fra pochi giorni? Come si dovranno comportare gli italiani per riappropriarsi pian piano della propria quotidianità? E soprattutto cosa riaprirà? Domande legittime alle quali il Premier Giuseppe Conte e il Governo stanno trovando una risposta in questi giorni. Nelle ultime ore il Presidente del Consiglio ha parlato di un piano nazionale per permettere all’intera Italia di ripartire insieme.

Giuseppe Conte

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Fase 2, riaperture uguali in tutta Italia

A quanto pare l’idea di far ripartire l’Italia un po’ alla volta, regione per regione, in base alle esigenze di ogni singolo territorio sembrerebbe essere stata abbandonata dal Governo. Il Premier Giuseppe Conte ha dichiarato, come riportato da La Repubblica, che si sta per varare: «Un piano di progressive aperture che sia omogeneo su base nazionale e che consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e commerciali, tenendo però sotto controllo la curva del contagio in modo da poter re-intervenire se si supererà una certa soglia». Dunque l’Italia sembra pronta a ripartire, ma con le dovute precauzioni e soprattutto gli italiano dovranno imparare a convivere con le mascherine e la distanza sociale. Conte ha dichiarato: «Saranno utilizzate finché non sarà trovato un farmaco o un vaccino contro il virus»

Italia Fase 2

Qualche attività produttiva verrà riaperta il 27 aprile?

In questi ultimi giorni si è parlato dell’eventualità di riaprire alcune attività produttive prima dell’inizio della Fase 2 del 4 maggio 2020. La data ipotetica di una prima ripresa sarebbe il 27 aprile 2020. Il Premier Giuseppe Conte però è rimasto molto cauto su questa ipotesi: «Molti cittadini sono stanchi e vorrebbero un significativo allentamento delle misure anti-contagio o, addirittura, la loro totale abolizione. Vi sono poi le esigenze delle imprese e delle attività commerciali di ripartire al più presto. Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Ma sarebbe irresponsabile». Dunque la ripresa della vita “normale” come prima del virus non arriverà con uno schiocco di dita, ma l’Italia sembra pronta, passo dopo passo, ad affrontare anche questa famosa fase 2. >>Coronavirus, il piano segreto dell’Italia per contrastare l’emergenza

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