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Coronavirus, l’Italia verso lo scenario 4: lockdown totale, allarme alto in 5 regioni

La crescita dei contagi da Coronavirus proietta l’Italia verso un inevitabile scenario 4: previsto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19” redatto dall’Istituto Superiore di Sanità, lo scenario 4 si caratterizza come rappresentativo della situazione peggiore della pandemia di Covid. Una circostanza in cui il valore dell’indice di trasmissibilità Rt si attesta sopra l’1,5.

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Italia scenario 4 coronavirus, verso il lockdown totale: allarme alto per 5 regioni

L’indice Rt indica la potenzialità di trasmissione di un virus ed è dunque strettamente legato ad un eventuale lockdown. Un valore Rt pari a 1 indica che una persona affetta da coronavirus può contagiarne in media un’altra. Quando poi si attesta sopra l’1,5 la situazione non può che precipitare. L’allarme dettato dall’indice Rt è particolarmente alto per 5 regioni: Lombardia, Campania, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta, oltre che per la provincia autonoma di Bolzano. E mentre Milano appare come sorvegliata speciale, la strada verso lo scenario 4 sembra spianata. Se il contagio non diminuirà bisognerà valutare la misura più drastica.

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“Il quadro epidemiologico sta determinando una pressione severa sul Ssn”

È stato lo stesso premier Conte a riferire la crescita dell’indice Rt durante l’informativa alla Camera: “Il numero dei positivi è cresciuto in modo preoccupante – ha affermato il presidente – ed è difficoltoso tracciare le catene di trasmissione, come sta avvenendo in molti Paesi europei. Il quadro epidemiologico sta determinando una pressione severa sul Ssn, con un incremento significativo delle persone ricoverate, sia in area medica che in terapia intensiva. Da tutto ciò, deriva la necessità di misure più restrittive”. Un’esortazione già rivolta qualche giorno fa dal ministro della Salute, Roberto Speranza: “Servono misure rigorose, robuste e serie per governare la curva e raffreddare la situazione epidemiologica, – aveva avvisato – evitando di arrivare a ‘misure più drastiche’”.

“Abbiamo un’impennata significativa – aveva aggiunto – e dobbiamo fare i primi interventi per iniziare a stringere e dare un segnale al Paese che sta cambiando qualcosa. Non possiamo avere l’obiettivo immediato di azzerare Rt, che il 23 ottobre era ad una media nazionale di 1.5, ma dobbiamo assolutamente abbassarlo perché non è sostenibile”. >> Meloni: «Unici negazionisti visti al governo. Dicevate non ce n’è coviddi», il discorso surreale

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