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Jole Santelli, una vita dedicata alla politica nonostante la malattia

Inarrestabile, sorridente, innamorata del suo lavoro: Jole Santelli era questo. E’ sempre andata avanti, nonostante tutto, nonostante la malattia che la perseguitava. “La vuoi sapere la verità? Tre giorni prima che Berlusconi mi proponesse di candidarmi in Calabria stavo per mollare la politica. Soltanto tre giorni. Volevo lasciare il Parlamento, mi stavo già muovendo per trovare un lavoro normale, dopo una vita passata tra i banchi della Camera e in commissione Giustizia. Sarebbe stato il mio regalo del Natale scorso. E invece, poi, eccomi qua. La vita a volte è una sorpresa e io vivo per fare il presidente della Regione Calabria, adesso”. Alla politica ha dedicato tutta se stessa, tutta la vita. Una vita che, questa notte, si è spenta.

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Jole Santelli

Jole Santelli, una vita per la politica

Erano anni che combatteva contro il cancro, ma non lo lasciava vedere a nessuno. Anzi, si faceva trovare sempre sorridente e piena di energie. Come a una delle ultime cene del suo tour nella Locride, dove ha intrattenuto una grande tavolata per tutta la sera. “Mi avevano accusato di essere la governatrice che voleva aprire tutto a prescindere dal Coronavirus, di essere portavoce soltanto degli interessi economici della Regione. E invece sono stata la prima a chiudere le discoteche”, aveva dichiarato affrontando le polemiche che giravano attorno al suo nome. Tra l’altro, in quell’occasione fece da apri pista all’esecutivo che, 24 ore dopo, presentò un decreto con la stretta sulla movida.

Erano passati gli anni, ma aveva sempre mantenuto lo stesso spirito di quando a trent’anni fece il suo esordio nella squadra del secondo governo di Berlusconi. Una dedizione tale che, alle volte, la sua stessa squadra non riusciva a starle dietro. “Glielo dico con sincerità. Non ho avuto paura per me stessa. Neanche un po’. Quando hai sulle spalle la responsabilità di un’intera Regione, la paura non te la puoi permettere. Come non puoi permetterti di stare chiusa in casa”, aveva detto durante un’intervista rilasciata a Sette proprio durante il lockdown.

jole santelli morta

La storia di Jole Santelli, governatrice della Calabria

Durante l’emergenza ha lavorato giorno e notte, senza mai fermarsi. La luce della sua stanza nella Cittadella della Regione Calabria era sempre accesa: erano continue le riunioni in streaming con i governatori e i ministri, in particolare con Speranza e Bocca. Così, come era perenne la tosse che l’accompagnava, quel sintomo di una malattia che tentava di combattere da anni. Storicamente socialista, nipote di Giacomo Mancini, ammetteva che “con quelli di sinistra” si trovava molto bene. Non a caso, infatti, aveva scelto Eva Catizone, sindaca rossa della Cosenza degli anni 2000, come guida del suo staff.

Per lei i momenti di dialogo erano l’essenza del suo lavoro. Intratteneva i suoi interlocutori per ore e ore, raccontando aneddoti e proponendo spunti di riflessione sul governo giallo-rosso, sulle polemiche che gli venivano rivolte, sull’accusa di “essere sempre a Roma e invece sto sempre a Catanzaro”. Ma pure su ciò che Silvio Berlusconi le raccontava. Anche quella cena del tour è andata così, nonostante a un certo punto tutti gli ospiti stessero dando segni di cedimento. “Ma già ve ne volete andare a letto? Non sono neanche le due…” Oggi invece si è fermata. La storia di Jole Santelli, quella che lei stava cercando di scrivere con il suo lavoro, si è conclusa con un finale inaspettato. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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