Ascolti di Capodanno 2026, il divario si chiude: il “miracolo” di Canale 5 contro Rai 1
Il Capodanno televisivo del 31 dicembre 2025 segna una svolta che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Per la prima volta dopo oltre vent’anni, la distanza tra Rai 1 e Canale 5 nella notte di San Silvestro si riduce drasticamente, trasformando quella che era una supremazia strutturale del servizio pubblico in una vera e propria competizione.
I numeri parlano chiaro: due anni fa il confronto era impari, con Rai 1 oltre il 40% di share e Canale 5 ferma intorno al 18%. Nel 2025, invece, Rai 1 si attesta intorno al 35% medio, mentre Canale 5 vola al 28,5%, un risultato che in molti definiscono senza mezzi termini un evento televisivo.
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La Ruota della Fortuna e il pareggio simbolico
Il dato più sorprendente arriva dal confronto diretto dei programmi di punta. La Ruota della Fortuna su Canale 5 raggiunge il 29,5% di share, arrivando a sfiorare e praticamente pareggiare L’Anno che Verrà di Rai 1, fermo al 29,9%. Un testa a testa che non si registrava da almeno due decenni nella notte di Capodanno.
MIRACOLO CANALE 5#LaRuotaDellaFortuna vola al 29,5% e pareggia con #LAnnoCheVerra (29,9%)
Non era mai accaduto negli ultimi 20 anni che Canale 5 riuscisse a raggiungere il capodanno di Rai1#AscoltiTv pic.twitter.com/L34SMCa866
— Master (@MasterAb88) January 1, 2026
Non è solo una questione numerica, ma simbolica: Canale 5 riesce per la prima volta a sedersi allo stesso tavolo del Capodanno Rai, un terreno storicamente blindato dal servizio pubblico. Da qui nasce l’espressione, rimbalzata sui social, di “miracolo televisivo”.

Il sentimento del pubblico: meno atmosfera, più abitudine
Accanto ai dati Auditel, a raccontare il clima del Capodanno 2026 sono le reazioni del pubblico sui social. Il sentimento dominante non è l’entusiasmo, ma una diffusa sensazione di stanchezza. Molti spettatori parlano di programmi percepiti come freddi, meccanici, privi di quell’atmosfera collettiva che un tempo rendeva la notte di San Silvestro un evento davvero condiviso.
Molti italiani sottolineano la ripetitività delle scalette, la presenza degli stessi artisti anno dopo anno e una conduzione giudicata spesso impersonale. L’impressione è che Rai 1 e Canale 5, pur con risultati diversi, abbiano finito per assomigliarsi: grandi palchi, rotazione rapida di cantanti, slogan urlati e poco spazio alla costruzione di un racconto emotivo.
Perché Canale 5 cresce: meno evento, più compagnia
Il successo relativo di Canale 5 non sembra legato a una rivoluzione creativa, ma a una strategia più semplice: proporsi come televisione di compagnia, senza la pretesa di “fare l’evento nazionale”. In un contesto in cui molti spettatori accendono la tv solo per il conto alla rovescia o come sottofondo, questa scelta ha premiato.
Rai 1, al contrario, continua a portare sulle spalle il peso simbolico del rito collettivo, ma fatica a rinnovarne il linguaggio. Il risultato è un pubblico che resta fedele per tradizione, ma con un coinvolgimento sempre più debole.
Il paradosso del Capodanno in tv
Il dato forse più interessante è che il “miracolo” di Canale 5 nasce in un contesto generale di disaffezione. I programmi di Capodanno continuano a fare numeri alti, ma sembrano contare più sull’abitudine che sull’emozione. Molti spettatori dichiarano apertamente di non guardare davvero lo show, ma di usarlo come semplice sfondo in attesa della mezzanotte.
In questo scenario, il ridimensionamento del divario tra Rai 1 e Canale 5 non racconta solo una vittoria Mediaset, ma una crisi più ampia del Capodanno televisivo come grande momento culturale condiviso.
Una tendenza destinata a durare?
Resta ora da capire se quello del 2025 sia stato un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase. Se Canale 5 continuerà su questa strada e se Rai 1 riuscirà a reinventare il proprio racconto, lo diranno i prossimi anni. Di certo, il Capodanno 2026 entra negli archivi come l’anno in cui l’equilibrio si è spezzato.
Non è ancora un sorpasso, ma è un segnale forte: il pubblico cambia, le abitudini si trasformano e anche i riti televisivi più consolidati non sono più intoccabili.
