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Libia, la storica firma del “Patto per la convivenza pacifica e l’armonia sociale del Fezzan” apre la strada alla riconciliazione sostenibile nel sud-ovest

Uno storico patto di convivenza tra le componenti sociali della regione del Fezzan, nel sud-ovest della Libia, è stato firmato lunedì 26 luglio a Tripoli in occasione del Forum “Fezzan per una Libia unita”, organizzato dal Consiglio di Presidenza del Governo di Unità Nazionale e dall’organizzazione non governativa italiana Ara Pacis Initiatives for Peace.

 

Il Forum è stato presieduto dai vicepresidenti del Consiglio presidenziale, Abdullah Hussein Al-Lafi, responsabile del dossier di riconciliazione nazionale libica e Moussa Al-Koni, responsabili del sud. All’evento hanno partecipato 100 personalità del sud: sindaci, parlamentari, leader tribali e comunitari delle regioni di Jufra, Murzuq, Shati, Gath, Ubari e Sebha, e un certo numero di ambasciatori, capi missione e organizzazioni internazionali, e membri del corpo diplomatico accreditato in Libia. Il documento è stato firmato dai rappresentanti delle varie componenti del Fezzan e controfirmato dai vicepresidenti Al-Lafi e Al-Koni.

Il patto nasce dalla forte collaborazione tra Ara Pacis Initiatives for Peace e le comunità del sud della Libia

“Dal 2015 Ara Pacis ha il dono e il privilegio di collaborare con le tante diverse e nobili comunità del sud,” ha commentato nel suo intervento Maria Nicoletta Gaida, presidente di Ara Pacis Iniziative per la Pace. “Sono loro che ci hanno insegnato la legge imperitura dell’ospitalità del deserto.
“Il patto di coesistenza firmato oggi indica chiaramente la determinazione del popolo del sud a rivendicare il proprio diritto alla pace e alla prosperità”.

“Caos e instabilità sono l’habitat naturale del terrorismo e della criminalità e con il patto di convivenza firmato qui oggi il popolo del Fezzan ha espresso il desiderio di un futuro condiviso e diverso, per sé, per i propri figli e nipoti”.

Nel suo discorso di apertura il vice presidente Al-Koni ha sottolineato che questo evento è “un importante cambiamento verso il raggiungimento di una riconciliazione nazionale globale in tutte le parti del Paese” e giunge “in un momento molto delicato” rappresentando “uno spiraglio di speranza” per la convivenza pacifica “tra tutti i popoli del sud”. Nel discorso, Al-Koni ha espresso la speranza che “questa iniziativa possa motivarne altre su tutto il territorio nazionale”. Per Al Kuni il successo del forum con la firma del documento è “un passo verso il raggiungimento delle elezioni nei tempi previsti”.

 

Da parte sua il vice presidente Al Lafi ha sottolineato che “questa giornata rappresenta una nuova storia che apre la strada a una nuova fase nella regione del Fezzan, promuovendo i principi fondamentali della convivenza pacifica tra i popoli dello stesso Paese e raggiungere la pace, il progresso, lo sviluppo e la prosperità”.

In un messaggio su Twitter, l’ambasciata d’Italia in Libia ha espresso le sue congratulazioni per il successo del Forum “Fezzan per una Libia unita” organizzato dal Consiglio di Presidenza con partecipazione di ONG italiana Ara Pacis Initiatives for Peace e la firma storica del patto di convivenza per l’armonia sociale nel Mezzogiorno.

Tweet analogo è giunto dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Libia. Amb Norland: “La riconciliazione è un compito importante che il Governo di unità nazionale si è assunto. Ieri a Tripoli, i membri del PC Al-Koni e Al-Lafi ci hanno informato della Carta del Fezzan per la pacifica convivenza; e li elogio per i loro sforzi, che possono portare una maggiore stabilità in #Libia”.

La “Carta Fezzan per la convivenza pacifica e l’armonia sociale” trae ispirazione dalla Carta di Medina (nota anche come Costituzione di Mediana) redatta dal profeta Maometto per porre fine agli aspri combattimenti intertribali tra i clan rivali a Medina e per mantenere la pace e la convivenza operazione tra tutti i gruppi medinesi.

Comprende l’impegno delle componenti sociali e tribali del Fezzan a rispettare la legge e i diritti umani, rispettare le istituzioni pubbliche e collaborare con le autorità e le istituzioni governative della Libia, in particolare il Consiglio di Presidenza attraverso il Commissario per la riconciliazione e il Consiglio dei ministri e il Ministero della Giustizia a decidere le misure da adottare per risolvere la questione delle persone scomparse e dei prigionieri di opinione e dei prigionieri politici.

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