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Lockdown, il Belgio istituisce il “compagno di coccole”

In Belgio si può avere un compagno di coccole per persona, due per le persone single, che conforti nei tempi duri del lockdown. “Il governo belga lo chiama “knuffelcontact”, letteralmente “compagno di coccole”. Lo ha annunciato il premier del Belgio, Alexander De Croo, per evitare che il confinamento necessario per attenuare la curva dei contagi riduca i cittadini a un isolamento psicologico ed emotivo. La misura pensata dal governo belga punta a preservare la salute mentale dei cittadini, che già hanno vissuto un primo lockdown a marzo, durante la prima ondata.

Belgio: il “compagno di coccole” e le regole

I Paesi del nord Europa hanno rivisto i contagi crescere, in questa seconda ondata, ancor prima che nello stivale. Il lockdown belga è iniziato il 2 novembre e la fine è prevista per il 13 dicembre. Annunciando alla Nazione la necessità di imporre un nuovo lockdown, il premier era stato chiaro: «Vogliamo un confinamento, non un isolamento», aveva affermato. Ogni individuo può ricevere in casa propria un compagno di coccole, e se una persona vive sola, ne può designare due. Il pericolo però è quello di permettere al virus di continuare la propria corsa. Le regole per il “knuffelcontact” sono infatti rigide: “Ogni membro della famiglia ha diritto a un compagno di coccole. Le famiglie ne possono invitare a casa uno alla volta e quando è presente non si possono ricevere altre visite”. Lo stesso vale per i single, che possono vedere due persone, ma non contemporaneamente.

lockdown belgio

Lockdown e “compagni di coccole” in Europa

Il “compagno di coccole” ricorda un po’ il concetto nostrano di “affetto stabile”, che tanto aveva fatto parlare gli italiani nella fase finale del lockdown primaverile. In Olanda, il “compagno sociale” era stato pensato a scopo sessuale, si parlava quindi di “seksbuddy”, un compagno di letto. Nel Regno Unito, subito dopo la fase delle chiusure più restrittive, era stata introdotta una “support bubble”, bolla di sostegno, che, come lo “knuffelcontact”, permetteva a una persona che viveva da sola di riceverne in casa un’altra non convivente. Comunque lo si chiami, un supporto emotivo, psicologico e fisico per affrontare il lockdown è vitale. >> Tutte le news di UrbanPost

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