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Lombardia zona rossa fino al 31 gennaio: perché Fontana deposita oggi ricorso al Tar del Lazio

Lombardia zona rossa fino al 31 gennaio. Fontana deposita oggi, lunedì 18 gennaio 2021, il ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del governo di definire il territorio regionale in zona rossa. La misura, firmata con ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza in vigore fino al 31 gennaio, non ha convinto i vertici, che hanno deciso di agire. Come spiega “Il Sole 24 ore” la contestazione principale del documento è “la mancanza di tempestività dei report con cui l’Istituto superiore della Sanità monitora l’andamento del contagio, da cui poi ne deriva la decisione del governo sulle fasce di colore”. Ma è sempre stato così: il report del venerdì si ferma, infatti, alla settimana precedente. Dunque tiene conto di dati vecchi di 15 giorni. Si tratta di tempi lunghi però, perché il calcolo dell’Rt tiene conto di ben 21 parametri per fotografare la velocità del contagio.

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Lombardia zona rossa

Lombardia zona rossa fino al 31 gennaio: perché Fontana deposita oggi ricorso al Tar del Lazio

Il problema è che la Conferenza delle Regioni aveva chiesto già sul finire del 2020 un aggiornamento dei dati, dal momento che la situazione è in continuo mutamento. «Il rischio è che con questi parametri non preveniamo ma inseguiamo costantemente il virus, i parametri vanno rivisti», da settimane ripete il governatore Attilio Fontana. Della stessa idea la neo assessora al Welfare, Letizia Moratti, che con il ricorso fa il suo debutto ufficiale negli ambienti romani in veste di vicepresidente lombardo.

«Chiedo al Ministro Speranza la revisione dei criteri da parte dei tecnici ministeriali in quanto ci sono ben altre regioni con rischi superiori a quelli della Lombardia non collocate in zona rossa», si legge in una nota firmata da Letizia Moratti. E ancora: «Sollecito il Ministro Speranza a valutare la reale situazione, perché in altre regioni del Paese il rischio di contagiosità è palesemente superiore a quello lombardo. Si tratta di una pericolosa sottovalutazione, come attesta il dato aggiornato dell’incidenza dei positivi al Covid in quest’ultima settimana, che espone la popolazione di quelle regioni a un rischio di propagazione dell’infezione più marcato di quello lombardo».

Bonometti: «Chiediamo regole chiare e certezza di metodo, per favorire la programmazione»

Oltre al tema della tempestività, contestata anche la contraddittorietà di certe valutazioni. Come evidenzia sempre “Il Sole 24 ore” nello stesso report le Regioni attenzionate sono altre, non la Lombardia. “Si parla per esempio di Emilia Romagna, Veneto, Lazio. Se guardiamo il numero di contagi ogni 100mila abitanti, la Lombardia ha 133 positivi; l’Emilia Romagna, per esempio, ne ha 284, in Veneto 365”, si legge nell’articolo. Anche Confindustria Lombardia chiede maggior chiarezza. «Nella assoluta necessità di tutelare la salute dei cittadini e preservare la capacità di risposta del sistema socio-sanitario, chiediamo regole chiare e certezza di metodo, per favorire la programmazione», ha detto il presidente Marco Bonometti. Leggi anche l’articolo —> Variante Covid Burioni a “Che tempo che fa”: «Va fermata, servono misure più severe»

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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