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Lucia Borgonzoni non conosce l’Emilia Romagna e presenta un’altra proposta che già esiste

Mancano solo 14 giorni alle elezioni regionali in Emilia Romagna e nonostante questo Lucia Borgonzoni, la candidata leghista, continua a collezionare una gaffe dopo l’altra. Ieri, per esempio, ha detto che “bisogna ragionare su un fondo, più generico e non solo per le donne, magari parziale, per aiutare tutte le persone che subiscono violenze”. Perché “dobbiamo fare i conti con la popolazione sempre più straniera”, ha affermato sottolineando il tema delle “culture diverse” e di un approccio differenziato da parte degli operatori. Peccato che questo fondo esista già, e una candidata alla presidenza della Regione, forse, dovrebbe saperlo.

Lucia Borgonzoni

Lucia Borgonzoni e le proposte che esistono già

In campagna elettorale è un po’ come in guerra: non si lascia passare nulla al proprio avversario. Così il candidato dem Stefano Bonaccini non ha aspettato un minuto per evidenziare alla sua sfidante che un fondo per aiutare le persone che subiscono violenza esiste già dal 12 ottobre del 2004, ed è gestito dalla Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. Precisamente, l’ente fornisce “sostegno immediato alle vittime dei crimini dolosi di maggiore gravità”, interviene “a favore delle vittime dei reati, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionali e alla polizia locale, quando, da delitti non colposi, ne derivi la morte o un danno gravissimo alla persona. Per danno gravissimo alla persona si intendono i danni arrecati ai beni morali e materiali che costituiscono l´essenza stessa dell´essere umano, come la vita, l´integrità fisica, la libertà morale e sessuale (art. 2, comma 1 e 2 dello Statuto)”. E Stefano Bonaccini, per esempio, lo sa.

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Pubblicato da Stefano Bonaccini su Sabato 11 gennaio 2020

Stefano Bonaccini contro Lucia Borgonzoni: “Finirai per votare per me”

La candidata leghista tanto voluta dal suo leader Matteo Salvini ha servito un vero e proprio assist al suo avversario, che su Facebook ha pubblicato una sua foto con il logo della Fondazione e ha scritto: “Cara Lucia, finirai per votare per me. Ho ascoltato oggi la tua quarta proposta per l’#EmiliaRomagna: “Un fondo per aiutare le persone che subiscono le violenze”. Esiste già da 15 anni. La costituzione della “#Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati” da parte della #Regione, delle Province e dei Comuni risale infatti al 2004. Siamo alla quarta proposta e si sono già tutte avverate prima del voto, finirai per votare per me”. Caustico come ogni politico durante la campagna elettorale, Bonaccini non fa passare niente alla sua sfidante alla poltrona che non sempre sembra conoscere l’Emilia Romagna, la Regione per cui sta correndo.

Lucia Borgonzoni

Lucia Borgonzoni e le gaffe sulle proposte che già esistono

Non è la prima volta che Lucia Borgonzoni presenta delle proposte che, in Emilia Romagna, sono già realtà: è successo quando aveva avanzato l’idea di tenere aperti gli ospedali nel fine settimana o, per esempio, quando aveva promesso di “azzerare l’addizionale regionale Irpef“, visto che “c’è riuscito il Veneto, governato dalla Lega”. Peccato che non sia di competenza della giunta regionale, e anche questo forse dovrebbe saperlo. Non solo in questi casi, però, la candidata leghista ha dimostrato di non essere sufficientemente preparata all’incarico che vorrebbe coprire: ha palesato la sua incompetenza quando ha parlato dell’ “invasione dei rifiuti romani in Emilia Romagna” voluta da Stefano Bonaccini grazie a un accordo per “importare i rifiuti da Roma” che, in realtà, non esiste. Qualche giorno fa a Cento di Ferrara, poi, ha lanciato una proposta per la tutela di rievocazioni storiche e carnevali “che sono sempre state messe in secondo ordine. Ma ancora una volta, cara Borgonzoni, quella legge c’è già: “Se propone una legge per sostenere le rievocazioni storiche, ci tocca dire che è un’idea talmente positiva perché quella legge è stata presentata dal Pd e approvata nel 2017“, hanno subito detto Marcella Zappaterra, candidata consigliera per il Pd e Paolo Calvano, segretario regionale del partito. O ancora la proposta di istituire un assessorato regionale al Turismo: chissà come l’ha presa Andrea Corsini, che quel ruolo lo ricopre dal 2014.

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