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Luis Sepúlveda è morto: lo scrittore cileno stroncato dal Coronavirus

Non ce l’ha fatta Luis Sepúlveda, il Covid-19 si è portato via anche lui, voce inconfondibile del Novecento, la cui esistenza funambolica è stata sospesa tra l’America Latina, sua terra d’origine, e  l’Europa dove si era rifugiato. Lo scrittore cileno, 70 anni, a cui è stato diagnosticato il Coronavirus lo scorso primo marzo, si è spento in un ospedale delle Asturie. Luis Sepúlveda è stato il primo paziente celebre ad essere stato contagiato. Questi si trovava dal 29 febbraio ricoverato nel reparto di malattie infettive del Central University Hospital of Asturias di Oviedo, in Spagna, dopo aver fatto ritorno da un viaggio in Portogallo, a cui aveva preso parte ad un Festival Letterario dal 15 al 23  febbraio 2020.

Luis Sepúlveda

Luis Sepúlveda è morto: lo scrittore cileno stroncato dal Coronavirus

Nato in Cile, viveva in Spagna da tempo. L’autore di “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” e il bestseller internazionale “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a
volare” è stato il secondo cittadino cileno risultato positivo al test del Covid-19. Lo scrittore e giornalista naturalizzato francese aveva avuto i primi sintomi il 25 febbraio scorso e si era rivolto per la prima volta a un medico due giorni dopo. Immediato il ricovero nell’unità di sorveglianza intensiva dell’ospedale Covadonga di Gijón per una sospetta polmonite. Dopo che il test ha mostrato la positività al Coronavirus, Sepúlveda era stato trasferito nell’ospedale maggiore di Oviedo. Ricoverata anche sua moglie, la poetessa Carmen Yáñez di 66 anni, perché aveva sintomi. La donna da due settimane era però negativa. A metà marzo proprio lei aveva smentito la notizia del coma dello scrittore, precisando che il marito non era in fin di vita.

Luis Sepulveda

«Sono uno scrittore perché non so fare altro che raccontare storie»

Luis Sepúlveda è nato ad Ovalle, in Cile, nel 1949 e viveva nelle Asturie, dopo aver abitato anche ad Amburgo e Parigi. Tra i suoi impegni a carattere politico e culturale quello per la difesa dell’ambiente, che l’ha portato a viaggiare in tutto il mondo, anche al seguito dell’equipaggio di Greenpeace; ma soprattutto la lotta contro le conseguenze lasciate in Sud America dalle dittature militari. «Sono uno scrittore perché non so fare altro che raccontare storie. Ma sono anche un essere sociale, un individuo che rispetta sé stesso e intende occupare un piccolo posto nel labirinto della storia. Da questo punto di vista, sono il cronista di tutti coloro che giorno dopo giorno vengono ignorati, privati della storia ufficiale, che è sempre quella dei vincitori», diceva di sé. Dava voce ai più deboli, agli emarginati. Acuto osservatore della realtà, affabulatore capace di affascinare mescolando avventura e quotidianità, coraggio e saggezza. «Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo», scriveva ne Il potere dei sogni. 

Luis Sepúlveda

Morto Luis Sepúlveda, l’autore di Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare

La fama internazionale nel 1989 con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amoreStoria di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare, diventato nel ’97 un film d’animazione diretto da Enzo D’Alò, ha segnato, invece, l’esordio come scrittore per i più piccoli. Tante le favole sue che hanno affascinato: da Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico a Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà. «Delle mie favole sono sempre protagonisti animali. Questo, come accadeva in quelle antiche, ti permette di vedere da lontano il comportamento umano per comprenderlo meglio», aveva detto Sepúlveda all’Ansa. L’ultima uscita nel 2018 Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa. Della produzione letteraria di Sepúlveda fanno parte anche lI mondo alla fine del mondo, La frontiera scomparsa, Diario di un killer sentimentale, Patagonia Express e Le rose di Atacama. In Italia tutti i suoi libri sono pubblicati dall’editore Guanda.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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