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La guerra tra Casaleggio e M5S è aperta e comunque vada Rousseau ne uscirà vincitrice

Le cose per il Movimento 5 Stelle si stanno mettendo sempre peggio: la questione con la Piattaforma Rousseau e con Davide Casaleggio è seria. E il fatto è che dalla parte della regione, c’è proprio l’imprenditore. Lo tesso che pretende i 450 mila euro che gli spettano per i servizi forniti. Colui che, comunque vada, ne uscirà vincitore.

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M5S Casaleggio, qual è la situazione

Praticamente si può dire che Casaleggio stia tenendo in ostaggio il M5S. E che abbia tutto il diritto di farlo. Come ricordano Nicola Biondo e Marco Canestrari su Il Riformista, infatti, il problema è alla radice. Quando nel 2016 è venuto a mancare Gianroberto Casaleggio, la gestione operativa del Movimento era affidata interamente ala Casaleggio Associati. Praticamente, era un’azienda-partito. Solo tra il 2016 e il 2017 il figlio Davide decide di separare le attività dell’azienda da quelle di partito, creando l’Associazione Rousseau. Alla fine dell’anno, poi, il partito viene rifondato creando un soggetto politico vero e proprio, e incominciando a gestire i dati raccolti in maniera più corretta e legale.

Così, Casaleggio fa nascere un sistema con cui gestisce e controlla di fatto il partito, senza però appartenerci realmente. Per farlo gli sono servite solamente quattro azioni. Prima di tutto, ha inserito all’articolo 1 dello Statuto del M5S che Rousseau è l’unico soggetto titolare a gestire i dati e i processi democratici del movimento. Poi è diventato il proprietario dell’organo di comunicazione, il Blog delle Stelle. Successivamente, ha fatto inserire nel regolamento dei parlamentari il noto obbligo di versare 300 euro al mese per la gestione della piattaforma e del Blog. Infine, ha iniziato il percorso per costruire una propria struttura parallela, grazie alle donazioni e con i soldi dei parlamentari, tramite i quali ha dato vita a una scuola di formazione politica.

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M5S Casaleggio, il piano dell’imprenditore

La parte cruciale di tutto questo percorso è la raccolta dati. A quel punto, infatti, è stato chiesto agli attivisti di ripetere l’iscrizione, sottoscrivendo la nuova privacy policy, la quale sottolineava che il titolare di tutti i dati era il Movimento 5 Stelle, e il responsabile del trattamento Rousseau. La verità, però, è che i dati di commentatori e donatori del Blog della Stelle diventavano dell’Associazione Rousseau. Perchè esistono due dataset: uno di propria del M5S, e uno di Casaleggio in quanto presidente dell’Associazione. Approfittando poi dei ripetuti impegni governativi, prima con la Lega e poi con il Partito Democratico, Casaleggio riesce a far crescere sempre di più questa macchina. Ed è solo con la pubblicazione dell’inchiesta “Il Sistema Casaleggio” che qualcosa cambia, che alcuni parlamentari smettono di versare la propria quota.

Così Casaleggio, che a questo punto è forse più un politico che un imprenditore, decide di ripubblicare i valori fondanti del Movimento 5 Stelle, e sottolinea che la posizione di Vito Crimi sarebbe durata ancora per poco, poiché in scadenza. A quel punto arrivano gli Stati Generali, la necessità di cambiamenti, la cancellazione del ruolo di capo politico e la creazione di un organo collegiale. Il tutto mentre Casaleggio continua a chiedere di saldare i debiti. Succede poi che l’Associazione dichiara Crimi decaduto come capo politico, mentre Grillo lo conferma. Peccato che, anche questa volta, la ragione stia dalla parte di Casaleggio: il tribunale di Cagliari, durante il ricorso di un attivista espulso, infatti, nomina un rappresentante legale in mancanza di uno eletto secondo statuto.

di battista

E’ arrivata la fine del Movimento 5 Stelle?

Arriviamo a oggi: il nuovo volto del Movimento 5 Stelle è quello di Giuseppe Conte. Intanto, Casaleggio ha bloccato le votazioni, e l’avvocato grillino nelle scorse settimane ha minacciato di portarlo in tribunale, riconoscendo che di fatto sta tenendo in ostaggio il partito. Ma l’Associazione non si fa affatto spaventare, e si apre a qualsiasi lista civica. E se da una parte questa potrebbe sembrare una disperata ricerca di attenzioni, in realtà le motivazioni potrebbero essere tante. Potrebbe infatti essere che Casaleggio stia tentato di ripartire da zero, magari con la speranza di stanare un nuovo Movimento. Esattamente come alle origini del M5S, infatti, anche oggi Casaleggio sta costringendo il partito con cui lavora a pagare la nascita di un concorrente, visto che i soldi versati a favore di Rousseau dai parlamentari andrebbero direttamente a finanziare il nuovo soggetto politico.

C’è però anche un’altra faccia della stessa medaglia: teoricamente, lo statuto di Rousseau non permette di fornire servizi ad altri soggetti diversi dal M5S. Quindi, c’è caso che Casaleggio stia violando le regole della sua stessa associazione, magari per scatenare una reazione del M5S. L’unica cosa certa è che il Movimento ora è bloccato: non può eleggere i propri organi sociali, perchè l’elenco degli iscritti lo detiene l’Associazione Rousseau che, a sua volta, può legalmente consegnarlo solo a qualcuno titolato per farlo. E, al momento, questa persona non è Giuseppe Conte. Ma nemmeno Grillo, Di Maio o Crimi. E’ il curatore nominato dal Tribunale di Cagliari.

Tutto questo per dire che cosa? Che il Movimento 5 Stelle potrebbe essere in dirittura d’arrivo. E che se questo succedesse, sarebbe proprio grazie al piano messo in piedi da Davide Casaleggio. Perchè comunque andranno le cose, lui ne uscirà vittorioso. Sia ne caso in cui il Movimento decidesse di pagare, che nel caso in cui decidesse di andare per tribunali. Anche in quel caso, infatti, dovrebbe saldare almeno una parte del debito. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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