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C’è aria di rivoluzione in casa 5 Stelle: il gruppo alla Camera prova a riscrivere lo Statuto

M5S news. E’ iniziata la rivoluzione in casa 5 Stelle: il gruppo della Camera pentastellato ha richiesto di modificare lo Statuto e di non permettere più agli iscritti di deliberare, in ultima istanza, riguardo agli indirizzi politici del Movimento. Poi ancora altre novità arriverebbero a proposito delle votazioni interne e della comunicazione con l’eliminazione della piattaforma Rousseau dai testi dell’articolo 2 e 12. Infine, diventerebbe motivo di sanzione e di provvedimento disciplinare la morosità dalle rendicontazioni. Ma andiamo per gradi.

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M5S news, è tempo di cambiare lo Statuto

Prima di tutto, quindi, c’è il tema delle decisioni. Il comma 5 dell’articolo 2 verrebbe modificato per diventare così: “Ciascun componente del gruppo ha il dovere di adempiere alle proprie funzioni con disciplina e onore; partecipa attivamente alle iniziative unitarie. Nello svolgimento della propria attività parlamentare si attiene al Programma del Movimento 5 Stelle, agli indirizzi deliberati dall’Assemblea del Gruppo e alle indicazioni espresse dagli iscritti al Movimento 5 Stelle”. Sostanzialmente, si vuole eliminare la possibilità, da parte degli iscritti, di dare indicazioni rispetto alle attività dei parlamentari pentastellati. 

Sebbene il Movimento 5 Stelle sia nato, e abbia preso forza, dal coinvolgimento popolare, con questa modifica gli iscritti non avranno più voce riguardo a ciò che viene deciso alla Camera. Il loro parere non sarà assolutamente vincolante. La proposta ha sollevato molte polemiche, infatti il gruppo ha subito cercato di correggere il tiro. “Gli iscritti avranno sempre l’ultima parola”, hanno detto alcune fonti, “quando interpellati”, però. A proposito della modifica allo Statuto, poi, hanno commentato che è stato tolto “un passaggio superfluo. Già ora non è previsto che il gruppo parlamentare possa appellarsi direttamente agli iscritti. Per farlo è necessario investire il capo politico che resta il punto di riferimento per le indicazioni più strettamente politiche e, appunto, per il coordinamento con gli iscritti”.

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M5S news, addio a Rousseau

Il portale creato da Casaleggio potrebbe smettere di essere uno dei canali ufficiali della comunicazione pentastellata. Così come il Blog non sarà più un luogo dedicato alle discussioni, alle votazione e al dibattito dell’indirizzo politico del Movimento. “Il gruppo individua come strumenti ufficiali per la divulgazione delle informazioni i canali del Movimento 5 Stelle e altri che riterrà di adottare con propria delibera assembleare a maggioranza assoluta”. La parola Rousseau, di fatto, in questo modo scompare. E ciò non si può tradurre in altro modo se non in un chiaro segnale nei confronti di Davide Casaleggio, da cui è ormai evidente che i pentastellati stanno cercando di allontanarsi.

Saranno anche i costi della comunicazione a subire delle modifiche. Nel regolamento, infatti, viene eliminato l’obbligo di destinare almeno il 50% delle risorse del gruppo alle attività di comunicazione. Con le nuove norme si prevede che l’ammontare delle risorse, invece, sia correlato ai costi effettivamente sostenuti.

Modifiche anche riguardo le nomine

Altre modifiche riguarderebbero le nomine, le espulsioni e gli effetti delle mancate rendicontazioni dei parlamentari grillini. Le votazioni interne, secondo la proposta, avranno “luogo per scrutinio palese”, ma anche “con voto segreto” se riguarda “una persona o su fatti personali”. A scrutinio segreto sarà anche la scelta del capogruppo da parte dell’Assemblea dei deputati pentastellati. Il candidato, però, dovrà aver presentato, nei tempi prestabiliti, una lista con il vice presidente vicario, i segretari e il tesoriere a lui collegati. Viene richiesta una maggioranza assoluta. Qualora essa non venisse raggiunta, “si procede a una seconda votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.

Qualora anche nella seconda votazione nessuno abbia detta maggioranza, si procede al ballottaggio fra i due candidati Presidenti che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti. Viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa”. A parità di voti, poi, verrà eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

I capigruppo nelle commissioni, inoltre, dovranno essere scelti esclusivamente fra i deputati che ne fanno già parte e che si impegnano a fornire a tutti “gli altri commissari le informazioni necessarie per una consapevole e ampia partecipazione ai lavori”.

Infine, l’ultima modifica riguarda i provvedimenti disciplinari. Secondo il nuovo Statuto, per espellere qualcuno dal Movimenti dovrà esserci prima una motivazione del gruppo parlamentare, poi di quello online. Chi non sarà in regola con le rendicontazioni, inoltre, non potrà avere incarichi. Tutte le variazioni dovranno, comunque, essere approvate entro 48 ore dai portavoce a Montecitorio. Vedremo se il M5S inizierà un nuovo percorso, oppure no. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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