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Di Battista chiede ai ribelli del M5s di “imbracciare le armi”: il retroscena

Tu chiamale se vuoi… Espulsioni. Giorno dopo giorno la scissione del M5S si fa sempre più concreta. A seguito del comando di Beppe Grillo di cacciare i cosiddetti “ribelli” dal gruppo, l’ipotesi di una nuova forza, una nuova ala composta dai 51 oppositori (contrari, astenuti e assenti non giustificati che non hanno appoggiato la fiducia a Mario Draghi) prende forme più solide di minuto in minuto. E Di Battista, da lontano, guarda e gongola. “Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere e una sana e robusta opposizione da costruire”, ha scritto sul suo profilo Instagram sciogliendo molti dei dubbi che si erano formati in questi giorni.

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di battista m5s scissione

M5S scissione, Di Battista manovra da dietro le quinte i ribelli?

C’è Nicola Morra che chiede una riunione a Beppe Grillo, c’è Barbara Lezzi che annuncia di volersi candidare nell’organo collegiale nascente, c’è Matteo Montero che afferma che non esiste alcun capo avente diritto di espulsione. Allo stesso tempo, però, ci sono anche i deputati della Camera che dichiarano che “l’alternativa c’è”. Insomma: c’è aria di scissione all’interno del M5S e questo ormai è chiaro. Quello che rimane da capire è cosa nascerà e con chi. Tra le possibilità più quotate c’è quella che tutti i ribelli si vadano a unire un nuovo simbolo. Addirittura si dice che Antonio Di Pietro possa aver reso disponibile il simbolo dell’Italia dei valori.

“Oggi alle 21.55 la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta. La Terra. Più precisamente alla Camera dei deputati. I grillini non sono più marziani”, ha commentato Beppe Grillo. Cosa vuole dire? Ora che i ribelli si stanno staccando, o sono estati esclusi, i pentastellati ammetteranno di essere esattamente come le altre forze politiche? Non tutti sono felici di questo “nuovo” Beppe Grillo, e di come sta agendo. In primis non è disposto a seguirlo Davide Casaleggio, e lo ha dimostrato tentando di ostacolare, in ogni modo, la nuova strada di Vito Crimi e degli altri. E così il tutto ha preso la forma di un vero e proprio colpo di Movimento. Contro Beppe Grillo.

Beppe grillo

E Conte?

E’ ovvio però che non esiste solamente un’altra strada. Cioè: non è detto che, se anche al Senato dovesse nascere un nuovo gruppo con il simbolo dell’Italia dei valori, ci rientrerebbero tutti i fuoriusciti. Come sottolinea Repubblica, infatti, Matteo Montero, Doriana Sarli e Qilma Moronese, per esempio, sono più vicini a Sinistra Italiana che ai neosovranisti come Raduzzi o Villarosa. La storia del Movimento 5 Stelle, poi, ci insegna che ogni volta che i ribelli si sono opposti, sono finiti in sentieri diversi. Questa volta, però, la differenza potrebbe farla Di Battista: guarda da lontano, ma intanto carica gli oppositori e li invita a imbracciare le armi. Non è chiaro, tuttavia, quale possa essere in questo marasma il ruolo di Giuseppe Conte. Nonostante il suo distacco dalla politica, infatti, continua a essere un punto di riferimento per tanti pentastellati. Sia di quelli che stanno mettendo in atto la scissione del M5S, sia di quelli che rimangono ben ancorati.

Alcuni, come Rosa Alba Testamento, addirittura sostegno che il suo governo sia finito per un complotto perché era “scomodo per le sue virtù”. Ancora non si sa da che parte sceglierà di schierarsi l’ex Premier, se con chi definisce Draghi “la consacrazione del neoliberismo, dell’Europa a tutti i costi e il primato della finanza sulle persone”, come ha dichiarato Paolo Giuliodori, o se dall’altra parte. Da quella dei big del Movimento 5 Stelle. Ufficialmente, però, il nuovo esecutivo lo ha appoggiato. Ma diciamolo: non poteva fare diversamente. Bisognerà vedere che posizione sceglierà di prendere, sì, soprattutto all’interno del Movimento. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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