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Via libera del Senato alla Manovra, Renzi e Salvini colloquio a notte fonda: sfuriata contro Draghi

L’Aula del Senato ha confermato nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 dicembre la fiducia al Governo sul maxi emendamento alla Manovra 2021. I voti a favore sono stati 215, 16 quelli contrari. Il testo adesso passa alla Camera e il via libera definitivo è atteso entro la fine dell’anno. Non sarebbero mancati momenti di tensione, segno che la maggioranza di Draghi comincia a scricchiolare. Nel corso della discussione, in primis, Matteo Renzi è intervenuto con toni polemici. Ma c’è di più: come rivela «Il Tempo» in un croccante retroscena il leader di Iv avrebbe avuto oltre mezz’ora di colloquio con l’altro Matteo della politica nostrana, il leghista Salvini.

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Via libera del Senato alla Manovra, Renzi e Salvini colloquio a notte fonda: sfuriata contro Draghi

L’aula del Senato ha confermato la fiducia al governo Draghi sul maxiemendamento alla legge di Bilancio con 215 voti a favore, 16 contrari e nessun astenuto. Il testo ora passa alla Camera per il via libera definitivo avrà luogo entro la fine dell’anno. A mettere del pepe alla vicenda «Il Tempo», che scrive: “Chi è stato pizzicato a parlare davanti a tutti a notte fonda? Matteo Salvini e Matteo Renzi, che alle 2.30 di notte, dopo una lunga seduta a Palazzo Madama, hanno parlato per una trentina di minuti davanti a tutti. Che cosa si saranno detti? Tra i due si sarà sicuramente parlato della partita del Quirinale, con il centrodestra che ieri mattina si è riunito e ha confermato la voglia di puntare su Silvio Berlusconi, nonostante la mossa di Mario Draghi che si è sostanzialmente autocandidato per il Colle”. In verità già durante il suo discorso Renzi si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: “ha mandato diversi siluri al premier durante la discussione della manovra”, rimarca sempre il quotidiano diretto da Franco Bechis. Ha da preoccuparsi il premier Draghi?

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Il leader di Italia Viva polemico: «Non è accettabile»

«Non è accettabile che la legge di bilancio diventi la legge delle due notti, una in commissione e una in Aula. Condividiamo la stragrande maggioranza dell’impianto della legge e votiamo con convinzione la fiducia. Ma non è accettabile che il Parlamento sia costantemente, costantemente, costantemente ignorato nell’azione di governo». Così il leader di Italia Viva, che ha espresso «un garbato ma civile dissenso sul metodo che questo governo ha utilizzato. E mi spiace non dirlo davanti al ministro dell’Economia». E ancora: «È un punto che riguarda tutti. Il bicameralismo si supera con una riforma costituzionale non con uno strappo istituzionale».

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Manovra, c’è l’ok del Senato: le parole di Matteo Renzi sulla partita del Quirinale

Il leader di Iv a proposito della partita del Quirinale ha dichiarato: «Tra un mese il Parlamento in seduta comune eleggerà il presidente della Repubblica. Lo elegge il Parlamento, non i sondaggi, le redazioni delle riviste internazionali o gli editorialisti. È l’atto supremo, elegge l’arbitro per i prossimi 7 anni. Ogni tentativo di far venire meno la centralità del Parlamento è atto che rende più debole il nostro sistema istituzionale». Una stilettata neppure troppo velata al presidente del Consiglio Draghi, che alla conferenza organizzata dal consiglio Nazionale dell’ordine dei giornalisti, in collaborazione con la stampa parlamentare, ha detto: «Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni». Una considerazione che alle orecchie dei più è arrivata come una candidatura al Colle. Staremo a vedere, la scadenza del mandato di Mattarella è vicina. Renzi al Senato ha parlato anche della questione Covid e vaccini: «Sono settimane che diciamo che sulla terza dose bisogna fare di più e meglio. Sulla prima e seconda siamo stati i campioni d’Europa della vaccinazione, poi ci siamo fermati. Mentre il Regno Unito andava a tre mesi dal richiamo e la Francia a quattro, noi abbiamo continuato per difficoltà organizzative a rinviare l’appuntamento con l’anticipazione del richiamo. Questi punti li paghiamo con l’aumento di contagi». Leggi anche l’articolo —> Decreto Natale, tensione al Cdm: partiti divisi su obbligo vaccinale, Draghi costretto a rinviare

 

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