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Manuela Bailo sgozzata dall’amante e gettata tra i liquami: perché lo sconto di pena a Pasini

Manuela Bailo sgozzata dall’amante news: aveva fatto molto discutere la sentenza di primo grado a soli 16 anni di reclusione per Fabrizio Pasini, ex sindacalista della Uil di Brescia che nell’estate del 2018 uccise la sua amante 35enne e poi, dopo averne occultato il corpo tra i liquami di una cisterna ad Azzanello, partì in vacanza in Sardegna insieme alla moglie e ai figli. Manuela era all’oscuro di quell’imminente viaggio, da lì lo scoppio della lite tra gli amanti sfociata in delitto.

manuela bailo sgozzata dall'amante

Nessuna premeditazione: sconto di pena a Fabrizio Pasini

All’uomo, che aveva chiesto ed ottenuto il rito abbreviato, non è stata infatti riconosciuta l’aggravante della premeditazione. La sentenza dello scorso 28 febbraio 2020 ha condannato Pasini, che ha sempre negato di avere ucciso la povera Manuela, per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il pm aveva chiesto per lui una condanna a 30 anni di carcere ma il giudice ha escluso la premeditazione, quindi, con lo sconto di un terzo della pena che l’abbreviato prevede, si è arrivati a soli 16 anni.

manuela bailo sgozzata dall'amante

Manuela Bailo sgozzata dall’amante durante lite poi gettata tra i liquami

Oggi conosciamo le motivazioni della sentenza conclusasi con la succitata condanna. Manuela voleva che la sua relazione con il collega diventasse pubblica, era stanca di vivere in clandestinità quel sentimento. Di diverso avviso Pasini, sposato e padre di famiglia. L’imputato “Non riuscendo ad allontanarla con le solite bugie, anziché ammettere la verità, ha ritenuto di poter risolvere la situazione togliendole la vita”. L’uomo “Non aveva programmato il delitto”, ha spiegato il Gup nelle motivazioni depositate nelle scorse ore. “Non si comprende perché l’imputato abbia atteso le 4 di notte per commettere il delitto anziché agire nell’ampio lasso di tempo in cui era fuori casa”.

Fabrizio Pasini non ha mai cambiato versione. Raccontò di avere litigato con la donna, che sarebbe caduta dalle scale e poi morta a causa delle ferite riportate alla testa. La sua “Una tesi del tutto inattendibile” e smentite dalle risultanze autoptiche oltre che dalle indagini della Scientifica. “La donna è stata colpita alla testa, stordita e poco dopo sgozzata con uno strumento da taglio mediante almeno un duplice passaggio di lama”. Lo si legge nelle motivazioni della sentenza. L’omicidio ebbe luogo nell’abitazione dei genitori di Pasini, a Ospitaletto, tra le 4 e le 6 del 29 luglio 2018. Potrebbe interessarti anche —> Manuela Bailo sgozzata dall’amante, per lui ‘solo’ 16 anni di reclusione: l’ira dei familiari della vittima

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