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Mara Carfagna e il progetto Voce Libera per tornare a una destra moderata

Un centrodestra più moderato, liberale, lontano dalla propaganda: Mara Carfagna è molto convinta di come immagina, e di come vuole, portare avanti il suo nuovo progetto Voce Libera. Con l’idea di abbandonare le finte promesse da campagna elettorale, la proposta è quella di reindirizzare la concentrazione verso la risoluzione dei problemi che affliggono maggiormente l’Italia, come il lavoro.

Mara Carfagna e il nuovo progetto Voce Libera

Il simbolo è stato depositato, e ora la deputata lo sta facendo conoscere in tutta Italia. “È un movimento nato per dare voce a quell’Italia profonda che chiede soluzioni e non propaganda, serietà e non demagogia- ha spiegato a Quotidiano.net- Negli ultimi anni abbiamo visto salire l’onda del malcontento e della protesta, e alcuni partiti sono stati bravi a raccoglierla. Ma credo che ora sia arrivato un momento di saturazione: la rissa permanente ha stancato. Credo che una buona parte d’Italia non chieda più alla politica solo di denunciare quello che non va: chiede di approfondire le cause della crisi, di aprire dei dossier. Chiede alla politica di saper stare ai tavoli internazionali in cui si difendono gli interessi degli italiani”.

Basta discussioni e promesse da campagna elettorale: secondo Mara Carfagna è possibile non lasciare a Lega e Fratelli d’Italia il predominio di una destra che si sta sempre più isolando. Il progetto, che non costituirà un nuovo partito, ma rimarrà all’interno di Forza Italia, punta proprio a questo: lavorare a proposte più costruttive, invece che tentare solo di conquistare consensi. “È forse impossibile domani: ma non dopodomani- ha commentato durante l’intervista a Quotidiano.net- Io penso che non si andrà a votare, e da una parte dico “purtroppo”, perché questo governo non ha una visione: ma dall’altra parte dico “per fortuna”, perché così avremo tempo per ricostruire un centrodestra moderato. Di cui ha bisogno tutto il Paese, non soltanto noi”.

Mara Carfagna: “Escludo un sostegno a questo governo”

Nel progetto, però, non è inserito un sostegno all’esecutivo Conte Bis: “Mai! Escludo categoricamente alcun sostegno, diretto o indiretto, a questo governo”, ha detto durante l’intervista. Tornando alla Lega e a Fratelli d’Italia, che si definiscono orgogliosamente sovranisti, ha commentato: “Ma che vuol dire sovranista? Se significa difendere gli interessi del Paese, anch’io sono sovranista. È sul come difenderli che dobbiamo intenderci. Io non credo che la strada giusta sia attaccare l’Europa, o fare accordi con la Cina, o pensare di sostituire l’alleanza con gli Stati Uniti con un’alleanza con la Russia”.

E poi, in riferimento al lavoro svolto durante il governo giallo-verde, ha aggiunto: “Hanno fallito. Oggi l’Italia è più povera e più divisa. Lega e M5s l’hanno isolata a livello internazionale. E non sono stati capaci di risolvere le tre emergenze denunciate in campagna elettorale: povertà, disoccupazione e sicurezza”. Secondo la deputata di Forza Italia, infatti, la povertà “non la si risolve con il reddito di cittadinanza. E’ stata propaganda allo stato puro. Non ha dato protezione adeguata a chi era in difficoltà e soprattutto non ha aiutato a creare lavoro”.

Pdl Mara Carfagna

Voce Libera, un progetto che vuole “costruire un futuro”

Secondo Carfagna, piuttosto, bisognerebbe aiutare le imprese su quattro livelli: “Semplificando la burocrazia, abbassando le tasse, garantendo una giustizia più veloce e creando infrastrutture. Bisogna aiutare le imprese: ma il primo atto del governo gialloverde è stato contro le imprese, il decreto dignità. Poi, hanno aumentato le tasse ai cittadini sbloccando le addizionali locali. Quindi hanno sperperato denaro pubblico con il reddito di cittadinanza e quota 100, misure che si sono rivelate inefficaci”. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, altro punto cruciale del primo governo Conte ha commentato: “Salvini è stato bravo nel diminuire gli sbarchi. Ma sul come l’ha fatto, io dissento. Penso che una destra liberale debba gestire il problema dell’immigrazione con serietà e anche con rigore: ma non con crudeltà. Il braccio di ferro con l’Europa non lo si fa lasciando centinaia di persone al largo sulle navi. Ma, detto questo, il punto è anche un altro.”

E poi, ha sottolineato: “Si è fatto credere che “il” problema dell’Italia fosse l’immigrazione: e invece è il lavoro. Infatti meno sbarchi non ha voluto dire meno disoccupati”. La necessità quindi è quella di cambiare la marcia, come hanno dimostrato le percentuali ottenute durante le regionali in Emilia Romagna. E secondo Carfagna questo è il progetto giusto per ripartire: “Berlusconi aveva indicato una direzione: andare verso una contendibilità delle cariche di vertice. Non per scegliere un suo successore -che non ci sarà mai, perché Berlusconi è irripetibile-, ma per avere un vertice legittimato dalla base. Lui aveva generosamente indicato questo percorso (Lei o Giovanni Toti per effettuare la svolta, ndr). Che però è stato interrotto. In tutti i partiti ci sono persone che tendono a conservare le proprie posizioni. Persone che vogliono difendere un rassicurante status quo”.

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