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Marco Vannini, anche Izzo sentì Ciontoli dire al brigadiere Amadori: «Adesso metto nei guai mio figlio»

Marco Vannini nuovo processo Ciontoli: purtroppo nell’Appello bis, la cui prima udienza è stata fissata per il giorno 8 luglio 2020, non sarà possibile risentire e approfondire le parole pronunciate da uno dei testimoni principali di questa inchiesta, il brigadiere Manlio Amadori. Come infatti già UrbanPost aveva riferito, il teste è deceduto lo scorso 22 aprile in conseguenza di gravi complicazioni seguite ad un intervento di trapianto al quale il 62enne era stato sottoposto.

Brigadiere Manlio Amadori (Foto tratta da Quarto Grado)

Brigadiere Manlio Amadori (Foto tratta da Quarto Grado)

I dubbi su Federico Ciontoli: il padre Antonio sta cercando di coprirlo?

“Lui disse ‘Bah … adesso metto nei guai mio figlio’…”, queste le parole che Antonio Ciontoli avrebbe proferito ad Amadori la notte in cui Marco Vannini morì. Il Brigadiere le pronunciò in aula nel processo di primo grado. Quarto Grado ieri 1° maggio ha mandato in onda il video originale della deposizione in aula, era il 6 luglio 2017. Si stava svolgendo il processo di primo grado a carico della famiglia Ciontoli e Viola Giorgini, e il Brigadiere lanciò quella ‘bomba’ riferendo quello che in caserma la notte stessa del tragico accaduto gli avrebbe detto proprio Antonio Ciontoli.

Le sue testuali parole: “Venne Ciontoli, si accomodò nel mio ufficio … era molto, molto preoccupato e ha cercato di dare in primis, forse, una prima ipotesi (sorrise in maniera sarcastica ndr) su quello che si era verificato e lui disse in quel momento ‘Bah … adesso metto nei guai mio figlio’ […] Allora il comandante Izzo lì aprì la porta, quando mi vide che ero un po’ irritato e dissi ‘Guardi comandante io esco fuori perché non mi sta bene sentire certe cose’; lui disse: ‘Antonio tu devi dirmi una cosa: chi è che ha esploso il colpo tu o tuo figlio? e Ciontoli ‘No… so’ io. ‘Ecco allora vedi di farla finita e basta’ …”. Perché Antonio Ciontoli, se davvero autore dello sparo che ferì Marco Vannini, come sempre ribadito a processo, avrebbe dovuto dichiarare una cosa del genere?

Maresciallo Roberto Izzo (Foto tratta da Quarto Grado)

Maresciallo Roberto Izzo (Foto tratta da Quarto Grado)

 

Anche Izzo sentì Ciontoli dire ad Amadori: «Adesso metto nei guai mio figlio»

A Quarto Grado si è dibattuto su quella frase sibillina – “Metto nei guai mio figlio” – che rimase in sospeso nell’aula del tribunale, che poi giudicò colpevole Antonio Ciontoli. Anche il comandante Roberto Izzo confermò che Ciontoli pronunciò quelle parole mentre parlava con il brigadiere Amadori presente quella notte in caserma, lo ha dichiarato in una intervista rilasciata a Quarto Grado. I sospetti su Federico Ciontoli, in relazione a siffatta testimonianza, non sono mai stati approfonditi. E oggi ci si interroga su cosa avrebbe raccontato Ciontoli ad Amadori se Izzo non fosse entrato in ufficio a gamba tesa, interrompendoli. Purtroppo il brigadiere non potrà più ripetere quella frase al processo d’Appello bis fissato per l’8 luglio, nessuno potrà chiedergliene conto. Amadori è morto a 62 anni lo scorso 22 aprile, portando con sé per sempre  la possibilità di chiarire quelle parole rimaste in sospeso.

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