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Marco Vannini morto testimone chiave brigadiere Amadori: alimentò dubbi su Federico Ciontoli, le sue parole

Omicidio Marco Vannini: uno dei testimoni chiave dell’inchiesta non potrà più parlare perché è morto stamani, 22 aprile 2020. Si tratta del brigadiere capo Manlio Amadori. Il sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri è scomparso all’età di 62 anni; sottoposto di recente a trapianto, secondo quanto trapela le sue condizioni dopo il delicato intervento si sarebbero aggravate fino alla morte odierna.

AMADORI TESTIMONIANZA PROCESSO: FOTO DA "LE IENE"

AMADORI TESTIMONIANZA PROCESSO: FOTO DA “LE IENE”

Marco Vannini morto testimone chiave: Amadori porta con sé molti segreti sulla vicenda?

Amadori fu un testimone molto importante nel processo di primo grado che ha visto la famiglia Ciontoli imputata. Come già nel 2017 documentato da Quarto Grado, infatti, l’inviata in aula riferì che il brigadiere Manlio Amadori, intervenuto tra i primi la notte dello sparo che colpì Marco Vannini, testimoniò che Ciontoli quella sera gli confidò di non poter raccontare la verità dei fatti “perché altrimenti inguaio mio figlio Federico”. Le sue parole quindi alimentarono dubbi sul possibile coinvolgimento nella vicenda di Federico Ciontoli. In vista del nuovo processo d’Appello a carico della famiglia Ciontoli fissato per il prossimo luglio, come deciso dalla Corte di Cassazione, sfuma dunque la eventualità di risentire in aula come teste il brigadiere Amadori, le cui parole avrebbero potuto permettere di far luce su alcuni aspetti della vicenda ad oggi ancora equivoci.

Sapeva “molto” sul delitto di Marco Vannini: morto il brigadiere Marco Amadori

A dare la notizia del decesso anche il giornalista Gian Pietro Fiore, che lo ha reso noto attraverso la sua pagina Facebook ufficiale, con questo post: “Questa mattina è morto il brigadiere Manlio Amadori, 62 anni, in servizio presso la stazione dei carabinieri di Ladispoli (Roma). Il sottufficiale è deceduto a seguito di una complicazione derivante da un delicato intervento chirurgico subito nei giorni scorsi. Il carabiniere era in servizio la notte tra il 17 e il 18 maggio del 2015 quando Marco Vannini è stato ucciso nell’appartamento dei Ciontoli in via Alcide De Gasperi. Amadori aveva lasciato intendere di conoscere un’altra verità rispetto alla ricostruzione del delitto di Marco. Conosceva fatti e circostanze, avvenute quella maledetta notte quando Marco è stato ucciso, che aveva provato a sussurrare anche nel corso della sua deposizione come testimone nell’udienza del processo a carico della famiglia Ciontoli. Poi, forse intimorito o minacciato, ha scelto la via del silenzio. Amadori si porta con se per sempre molti segreti sulla morte del povero Marco”. Non conosceremo mai la sua verità, quindi. Leggi anche —> Marco Vannini, le parole incredibili di Martina: «Per me non è mai stato grave», ma il bossolo di pistola la smentisce

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