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Caso Bozzoli, emergono nuove prove contro il nipote e l’udienza slitta

Mario Bozzoli news: l’indagine sulla scomparsa dell’imprenditore bresciano di 50 anni sembra essere davvero infinita. Dopo il deposito di nuovi atti lo scorso 21 ottobre, infatti, l’udienza già rinviata slitta di nuovo. Si sarebbe dovuto decidere in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per Giacomo Bozzoli, accusato di avere ucciso lo zio e consocio e di averne distrutto il cadavere.

 

Le nuove prove a carico di Giacomo Bozzoli fanno slittare l’udienza

L’unico indagato, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere ancora non sa, quindi, se andrà a processo oppure no. Oggi 29 ottobre l’udienza in programma ha infatti subito un nuovo rinvio al prossimo 16 novembre. La Procura ha depositato nei giorni scorsi nuovi atti di indagine nonostante l’inchiesta sia chiusa da tempo. L’accusa avrebbe prodotto nuovi elementi a carico dell’indagato, e per questo la difesa di Giacomo Bozzoli ha chiesto un rinvio per visionare questi ultimi, nuovi atti. Giacomo Bozzoli è accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere e si professa innocente.

Caso Mario Bozzoli: dubbi su ricerche internet e strani ‘movimenti’ sul pc

I nuovi elementi emersi riguarderebbero, stando alle indiscrezioni giornalistiche trapelate, a “strane ricerche fatte su internet” da Giacomo Bozzoli, che con lo zio, nonché consocio, non andava affatto d’accordo. Si tratterebbe di “numerosissime ricerche sul web sul ‘caso ‘Bozzoli’, su ‘come localizzare delle cimici’ e sul ‘procuratore dell’Osso’ …”, ha riferito il giudice titolare dell’inchiesta sul giallo di Marcheno. Ricerche interpretate dagli inquirenti come la prova della “preoccupazione da parte di Giacomo Bozzoli circa le indagini in corso sulla vicenda”. Giacomo avrebbe cancellato dal suo pc tutta una serie di files proprio il giorno in cui lo zio scomparve misteriosamente all’interno della loro fabbrica, la sera dell’8 ottobre 2015.

I sospetti della moglie di Mario Bozzoli

Come riferito dalla moglie di Mario Bozzoli, tra suo marito e i nipoti non c’era affatto un bel rapporto. Continui gli screzi e i dissapori tra loro, che nascevano in ambito lavorativo. Sia in merito alla gestione della fonderia di Marcheno che all’altra ditta che Giacomo e il fratello Alex all’epoca dei fatti stavano avviando a Bedizzole, in provincia di Brescia.

Quando dell’imprenditore si perse ogni traccia, a colloquio con gli inquirenti la moglie espresse da subito forti sospetti su un possibile coinvolgimento dei nipoti nella scomparsa del marito. Tre degli iniziali quattro indagati (oltre a Giacomo, anche suo fratello Alex, e due dei loro operai, Oscar Maggi e il senegalese Akwase Aboagye) sono stati prosciolti e solo uno di loro rischia di essere rinviato a giudizio. Giacomo, appunto. Potrebbe interessarti anche  —> Mario Bozzoli scomparso, la moglie rompe il silenzio: fu la prima a sospettare del nipote

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