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Mario Draghi, tra fake news e complottismo: dalla storia del Britannia a Gerry Scotti

Draghi compleanno – 3 settembre. Chissà se prima di quel fatidico 13 febbraio 2021, giorno della cerimonia della campanella, in cui a dire il vero concesse poco alla stampa, Mario Draghi aveva mai pensato all’ipotesi che avrebbe festeggiato i suoi 74 anni al lavoro a Palazzo Chigi. Che poco prima della mezzanotte, si sarebbe ritrovato a Marsiglia, al “Petit Nice”, per parlare con il francese Macron di Afghanistan, Libia e Ue. Può darsi c’avesse fatto un pensierino al ruolo di presidente del consiglio, non è certo un ingenuo. Anche perché la foto, fatta l’anno scorso, della «lunga fila di auto blu davanti alla sua casa ai Parioli», condivisa da ‘Dagospia’, gettò allora nei più il sospetto che ai piani alti della politica si stesse muovendo qualcosa. Un episodio insolito che fece rizzare le orecchie al «Tempo» che scrisse: “Già, perché si fa così quando il vip nel giorno del genetliaco vuole brindare lontano dalla città in cui vive. Quindi, processione e bacio della pantofola in anticipo sulla data ufficiale. Sempre nel rispetto delle norme anti-Covid”. Difatti, Draghi allora trascorreva le sue giornate a Città della Pieve (quella che Travaglio con mordace ironia ha definito «un po’ la Betlemme dei Migliori»), nel suo magnifico casale immerso tra campi di zafferano.

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Mario Draghi compleanno oggi

Mario Draghi compleanno oggi, tra fake news e complottismo: dalla storia del Britannia a Gerry Scotti

Ma no, forse, in quei giorni Draghi non ci pensava sul serio. L’idea che dopo la Banca Centrale Europea ci potesse essere la poltrona di presidente del Consiglio pronta per lui, forse, l’aveva accarezzato solamente. Magari in altri tempi. Tra una corsetta e l’altra per mantenersi in forma, una partita a golf o una sosta all’edicola del suo giornalaio di fiducia. Nemmeno l’ex premier Conte si sarebbe mai aspettato “un colpo di teatro del genere”. Tanto pareva «fantapolitica» l’ipotesi che l’ex governatore di Bankitalia arrivasse a Palazzo Chigi accolto dalla stampa come “il Messia”. Ricordate l’intervista da Lilli Gruber ad “Otto e mezzo”? Quella dei continui colpi di tosse, in cui l’avvocato del popolo era parso non in perfetta forma: «Draghi? Mah, ci siamo visti anche recentemente ma non c’è mai stata necessità… Per chiedergli se vuole fare il presidente?». 

Così aveva detto Conte, che aveva poi abbozzato un sorriso tirato di circostanza. «Vede, io non l’ho fatto certo per spocchia o supponenza ma mi fido del mio ministro dell’Economia e dei ministri che lavorano al Mef», aveva aggiunto, mordendosi poi il labbro. Nervosismo? Mah, segnali del corpo che preannunciavano quello che sappiamo tutti: Conte oggi leader dei grillini, Draghi alla guida del Paese, sostenuto da un’ampia maggioranza. Che mette insieme, tra i tanti, l’europeista convinto Matteo Salvini e l’esperto conoscitore di lingue straniere Luigi Di Maio, ambedue “folgorati sulla via di Damasco”, per usare un’altra citazione biblica. Pd, Lega, M5s, Iv, FI tutti pronti a mettere da parte le proprie divergenze per il bene comune dell’Italia, martoriata da un’emergenza sanitaria senza precedenti e da una crisi economica spaventevole. Draghi, chiamato ad indossare i panni “scomodi”, ma che a lui piacciono tanto, del “civil servant”, per usare una formula anglosassone.

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Mario Draghi compleanno oggi: le critiche più comuni al presidente del consiglio sui social

Sull’orlo del baratro il capo di Stato Mattarella ha chiamato proprio lui, l’uomo del “Whatever it takes”, il più stimato degli Italiani all’estero. Ed è stato un arrivo che non ha scontentato nessuno: lo stesso comico genovese, uscendo dal primo giro di consultazioni, disse febbricitante: «Ma è un grillino…», perdonando all’ex numero uno della Bce la “colpa”, che da anni gli era stata attribuita proprio dai pentastellati: «È soltanto un cinico banchiere». Da qui il nomignolo odioso di “Atermico”, per l’abitudine anche, tipica degli studenti del Mit, di non portare il cappotto. Che poi era la stessa colpa che il M5s aveva addossato anni prima all’ex presidente della Repubblica Ciampi, mentore dell’attuale premier. Ma non non parliamo del Colle, Draghi non ci strizza l’occhio nemmeno adesso, anche se tanti lo vorrebbero lì. «Trovo un po’ offensivo pensare al Quirinale come un’altra possibilità, anche nei confronti del presidente della Repubblica», ha detto ieri nel corso della conferenza stampa, rispondendo piccato ad una giornalista. «Il governo va molto d’accordo e il Parlamento ha fatto un lavoro straordinario e continua a farlo. Non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per il mio futuro», ha sottolineato serafico, come se stesse parlando di un altro. Sul “Financial Times” Guy Dinmore l’ha scritto: “Draghi è un uomo estremamente calmo in situazioni nelle quali una persona normale può perdere la testa”.

draghi compleanno

“Draghi è un uomo estremamente calmo in situazioni nelle quali una persona normale può perdere la testa” 

È talmente pratico Draghi da guardare solo al presente (o almeno questo è quello che vuole far credere). Una concretezza che, in realtà, nasconde l’intelligenza sopraffina della volpe, e che in taluni casi lo fa sembrare addirittura snob: le risposte secche, la comunicazione ridotta all’essenziale (niente social), poche apparizioni in tv (la prima e unica intervista da premier, un’occasione mancata, è durata meno di venti minuti). Non usa perifrasi, non è allusivo. Fa parte tutto del personaggio, il low profile resta la regola. Il silenzio la sua cifra, il punto di forza l’ascolto. «Il successo non l’ha cambiato», ha detto un suo ex professore del Massimo di Roma. Stupisce il suo stesso modo di approcciarsi ai nostri politici: «Questo governo sta in piedi perché è il Parlamento che lo vuole. La vita del governo è decisa dal Parlamento. Perciò ho sempre detto che i processi decisionali sono integrati, ma questo non vuol dire che il governo debba fare il mestiere dei partiti, né che i partiti devono fare il mestiere del governo», le sue parole nella conferenza stampa di ieri. Niente show, niente politica stile ‘Grande Fratello’. Draghi pedala e vuole che i suoi ministri facciano altrettanto, perché se c’è una cosa che ha capito in tanti anni di carriera, è che la bicicletta sta in equilibrio solo così, se non ci si risparmia. Ed è un pregio che gli riconoscono gli Italiani nei sondaggi: “Fa quello che dice”. Una novità nel panorama della politica nostrana.

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Era un’attivista greca quella che gli si scagliò addosso ai tempi della Bce: è falso

Eppure, sui social, non mancano in basso ai post di Palazzo Chigi (Draghi non ha un suo profilo ufficiale), attacchi sul personale, ma anche richiami ad eventi del passato, come il discorso a bordo del Britannia con rimando al ruolo di regista delle privatizzazioni negli anni Novanta o l’esperienza tanto chiacchierata alla banca Goldman Sachs. Una platea di utenti che grida al complotto, che continua a vedere in Draghi l’uomo che fa gli interessi della finanza, che “flirta” con le grandi banche internazionali, apostolo dei poteri forti. In realtà, sullo yacht di sua Maestà, Draghi stette pochi minuti, prima che il Britannia salpasse, proprio per evitare critiche. Il discorso poi è pubblico, basta leggerlo per capire. Contestazioni comunque ne arrivarono; ne parliamo ancora. Pensiamo solo a Cossiga. Tanti ignorano poi che dopo la nomina di governatore della Banca di Italia, nel 2005, Draghi si astenne “da decisioni concernenti direttamente la Goldman Sachs”, la banca d’affari di cui era stato appunto vice presidente. Senza contare che dopo l’addio al Ministero del Tesoro Draghi, benché non esistesse una norma ad hoc, proprio per evitare l’accusa di conflitto di interessi, fece un’esperienza “cuscinetto” ad Harvard. Una delle tante parentesi universitarie.

“Dettagli” che a tanti (quelli che vedono complotti ovunque) sfuggono, che fa comodo non ricordare. Gli stessi che credono alla bufala di Gerry Scotti che avrebbe insegnato la matematica a Draghi; che pensano che a gettare coriandoli addosso al dirigente della Bce sia stata una giornalista greca esasperata dalla crisi nel suo paese, quando invece era un’attivista tedesca. È altrettanto falso che Draghi presieda oggi la Fondazione Rockefeller. Un altro dei ricordi più vivi che hanno gli oppositori dell’attuale premier? Eh, l’associazione dell’ex numero uno della Banca Centrale Europea alla Grecia e alle operazioni imposte dalla Troika, dimenticando che Atene allora era in bancarotta. La situazione era molto più complessa, non riassumibile davvero in un semplice meme. Leggi anche l’articolo —> Draghi da Macron prima del G20: intesa su Libia, Ue e Afghanistan. Cos’è il “patto di Marsiglia”

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