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Mascherine prezzo, Conte fissa calmiere ma è polemica: «Dovrebbe distribuirle lo Stato»

«Nella convivenza con il virus dovremo adottare tutte le precauzioni e dispositivi di protezione individuale. I prezzi di mercato delle mascherine saranno calmierati, avremo un prezzo giusto e equo, intorno a 0,50 per le mascherine chirurgiche», così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto rassicurare i cittadini in diretta da Palazzo Chigi. Tutto questo per evitare speculazioni su un dispositivo ritenuto oramai indispensabile per evitare la diffusione del contagio. Un annuncio che ha messo sull’attenti Giorgia Meloni: «Bene Conte che annuncia in conferenza stampa niente IVA sulle mascherine. Un provvedimento che sarebbe stato ancora più efficace se la proposta di Fratelli di Italia che chiedeva esattamente questo non fosse stata bocciata dalla maggioranza di governo giorni fa». Polemiche di partito e lotte intestine all’esecutivo di cui però gli Italiani esasperati dai provvedimenti della fase 2 farebbero volentieri a meno. «Dopo 47 giorni di reclusione diciamo basta. Con distanza e mascherine fateci uscire, fateci lavorare», ha tuonato dall’opposizione Matteo Salvini subito dopo la conferenza stampa. Insomma forse peggio della speculazione economica quella elettorale.

Coronavirus mascherine

Mascherine prezzo, Conte fissa calmiere ma è polemica: «Dovrebbe distribuirle gratis lo Stato»

Nel prossimo Cdm, in un decreto, sarà tolta l’Iva sulle mascherine, attualmente al 22%. Una decisione che ha fatto storcere il naso a molti: «Tolgono l’iva dalle mascherine ma dagli assorbenti ancora niente», ha scritto una giovane utente su Twitter. «Eh ma le mascherine le usano anche gli uomini, poveri piccini», ha fatto eco un’altra. Polemiche condite con della sana ironia dagli “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori”. Battute e malumori a parte, al tema mascherine è stato dedicato ampio spazio. Nell’articolo 3 del decreto viene spiegato che per contenere il Coronavirus bisognerà “usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico”. L’obbligo non vale per i bambini al di sotto dei sei anni e per chi è affetto da forme di disabilità incompatibili con l’uso continuativo della mascherina.

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Ma non è così facile trovarle: l’alternativa fai da te

In questi giorni tutti, chi più chi meno, ci siamo resi conto che non è così semplice reperire tali dispositivi di protezione. Ma il governo ha pensato anche a questo: «Per la popolazione generale potranno essere utilizzate, in alternativa alle mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso», si legge nel decreto. Per la serie: “Arrangiatevi” (si salvi chi può). L’uso corretto delle mascherine si affianca ovviamente ad altre misure di protezione, quali il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani.

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Mascherine, Sgarbi:« Con la stessa solerzia con la quale lo Stato spedisce le cartelle esattoriali a domicilio, perché non recapitare a casa di ogni famiglia le mascherine?»

Notizie rassicuranti poi sono arrivate ieri dal commissario Domenico Arcuri, che ha sottolineato che l’Italia non si farà trovare impreparata alla fase 2. Sarebbero stati distribuiti 138 milioni di mascherine: le Regioni ne avrebbero in magazzino 47 milioni per sanità, parasanità, servizi pubblici essenziali, forze di polizia. Tali dispositivi dovrebbero essere distribuiti a P.A., aziende dei trasporti pubblici e Rsa. E per tutti gli altri? Il governo sarebbe al lavoro. Come riporta l’Huffington Post: “Sarà direttamente lo Stato a produrre le mascherine. Un accordo è già stato siglato: due imprese realizzeranno 51 macchinari che il governo acquisterà e installerà in strutture pubbliche. La produzione iniziale dovrebbe essere tra le 400mila e le 800mila al giorno, per arrivare fino a 25 milioni”. Non ci resta che attendere. Nei giorni scorsi anche Vittorio Sgarbi aveva sollevato la questione mascherine: «Con la stessa solerzia con la quale lo Stato spedisce le cartelle esattoriali a domicilio, perché non recapitare a casa di ogni famiglia le mascherine evitando ogni forma d’intermediazione e speculazione? È così complicato?». leggi anche l’articolo —> Decreto 4 maggio, chi sono i congiunti: I fidanzati si potranno vedere?

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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