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Dall’infanzia difficile al palcoscenico: Massimo Ranieri festeggia i suoi 70 anni

3 maggio 2021 – Il mondo dello spettacolo festeggia il 70esimo compleanno di Massimo Ranieri, artista poliedrico dalla carriera costellata di successi. Il cantante e attore, al secolo Giovanni Calone, ripercorre per questa occasione le tappe del suo ricchissimo percorso, a partire dall’infanzia difficilissima con tanti fratelli e pochi soldi in casa, quando, dice, “il compleanno non si poteva festeggiare”.

Massimo Ranieri

L’infanzia difficile

Nato nel quartiere Santa Lucia di Napoli, per tirare avanti tutta la famiglia di Massimo Ranieri, quinto di otto figli, lavorava. “Le mie sorelle facevano le sartine, io a 7 anni ho cominciato a lavorare nelle osterie: portavo il vino ai tavoli – racconta il cantante a TV Sorrisi e Canzoni. Prendevo 200 lire a settimana. A 9 anni ho iniziato a lavorare da un fruttivendolo, scaricavo le cassette di frutta, qualche sacco di patate. Sacchi piccoli perché ero esile, avevo un fisico “eduardiano”: tutt’ossa e poca carne. Mamma Giuseppina era una donna energica, a casa la chiamavamo la carabiniera. Ci si arrabattava alla meno peggio, lei era quella che doveva far quadrare i conti, il perno attorno a cui girava la famiglia. Con il primo stipendio, a 7 anni, le regalai un fiore di sterlizia, il suo preferito”.

Massimo Ranieri: gli esordi

Le prime esibizioni di Massimo Ranieri sono sugli scogli della costa napoletana: cantava per divertire i turisti, che poi ricambiavano con qualche monetina. Poi, la carriera pian piano decolla. Il primo pseudonimo di Giovanni è Gianni Rock, che lo porta fino a New York come spalla di Sergio Bruni, uno dei re della melodia partenopea nel mondo.

Da lì, è tutta un’ascesa alla montagna della musica per Massimo Ranieri, suo nuovo nome d’arte. Nel 1966, a soli 15 anni, è al suo esordio con il nome di Massimo Ranieri. Partecipa a Canzonissima, che quell’anno si chiama Scala Reale. Canta una sua versione del classico “L’amore è una cosa meravigliosa”, un’interpretazione che è subito un successo. Nel 1968, a 17 anni, Massimo Ranieri canta “Rose Rosse”, che inizialmente passa quasi inosservata tra il pubblico. Ma la casa discografica decide di iscrivere Massimo Ranieri al Cantagiro proprio con questo brano. Lui vince e il brano diventa una delle canzoni più famose di sempre.

Nel 1969 il cantante napoletano incide uno dei suoi più grandi successi, l’eterna “Se bruciasse la città”. Poi “Erba di casa mia”, “Perdere l’amore”, “Un giorno bellissimo”, i successi di Massimo Ranieri si susseguono uno dopo l’altro, rendendolo uno dei protagonisti della scena televisiva e della canzone italiana.

Il palcoscenico, la televisione, il cinema

A soli 18 anni, nel 1970, esordisce al cinema nel film “Metello” che gli vale il David di Donatello e il Premio Internazionale della Critica. Dieci anni dopo, nei quali proseguono l’esperienza cinematografica e le partecipazioni televisive, l’incontro con Giorgio Strelher, cui segue la tournée europea con lo spettacolo “L’anima buona di Sezuan” diretto dallo stesso Strehler. Nel 1996 si apre anche al doppiaggio: è la voce di Quasimodo nel film d’animazione Disney “Il gobbo di Notre Dame”. Replicherà l’esperienza nel 2002 con il sequel del film. Il teatro lo vede, nel 2008, anche alla regia quando dirige il remake teatrale del film “Poveri ma belli” con Bianca Guaccero e Michele Carfora. Nella biografia di Ranieri figurano 34 film per il cinema, 27 film per la tv, 18 show televisivi e 40 spettacoli teatrali.

Massimo Ranieri

Buon compleanno Massimo Ranieri

Mentre entra nel suo 71esimo anno di vita, Massimo Ranieri svela il segreto della sua giovinezza. “Sono entusiasta della vita. Sempre, anche in questo periodo orribile che tutti stiamo passando. Domani è sempre un altro giorno e io lo vedo sempre con il sole. E se il sole non non c’è, me lo invento. Come i bambini”, dice a TV Sorrisi e Canzoni. >> Tutte le notizie di gossip

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