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Mattarella non si può fidare di nessuno: a preoccuparlo ora è il PD

Nell’ultimo anno del suo mandato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sta scontrando con delle difficoltà che mai, probabilmente, avrebbe pensato di dover gestire. Prima la pandemia, poi il piano di rilancio del Paese. Il tutto condito da una continua guerra tra partiti, soprattutto tra quelli della maggioranza. Questa volta, però, non è solamente la Lega a far dormire sonni poco tranquilli a Mattarella: le sue giornate, infatti, sono rese turbolente anche da Enrico Letta e il PD.

foibe Mattarella

Mattarella PD, ora a preoccupare è Enrico Letta

Uomo di sostanza, sempre in grado di dare la giusta sicurezza al Paese: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è così. Negli ultimi mesi, però, ha dovuto ricoprire anche il ruolo di professore, dovendo spesso “sgridare” i leader e i loro partiti che, nonostante la situazione in cui si trovava l’Italia, sembravano essere più impegnati a litigare che a risolvere i conti che la pandemia stava presentando. Un esempio perfetto di tutto questo è il governo Draghi: il presidente Mattarella è dovuto intervenire per rimettere letteralmente insieme i cocci di un esecutivo, quello di Giuseppe Conte, allo sfascio. E lo ha fatto creando una larga maggioranza, un gruppo composto però da parti molto distanti tra loro. Distanze che, oggi, si fanno sentire più che mai.

Al di là di questo, però, quello che più infastidisce Mattarella pare essere la poca concentrazione nei confronti del rilancio del Paese, e al contrario le troppe energie impiegate in altri temi. Ovviamente, veri e propri esempi dal Colle non arrivano, ma non è difficile comprendere a chi si può riferire. C’è Matteo Salvini, certo, soprattutto ora che ha deciso, insieme ai radicali, di promuovere i referendum sulla giustizia. C’è il suo voler stare “un po’ dentro e un po’ fuori” dal governo, che certamente non aiuta. Ma a far innervosire il presidente Mattarella c’è anche il segretario del PD Enrico Letta, il suo rilancio del dl Zan, ma soprattutto gli scontri tra Partito Democratico e Lega sul futuro del governo Draghi. Insomma: l’unica certezza sembrano essere i battibecchi. E non importa chi può aver incominciato, perché sicuramente ciascuno ci ha messo il suo.

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Mattarella chiama Draghi

La paura che i conflitti possano compromettere la rinascita del Paese

Che poi non si discute della campagna elettorale per le amministrative di Torino, Roma e Napoli. E’ ovvio che, in quel caso, la lotta sia plausibile. Quello che però preme a Mattarella, è che Lega, PD, Movimento 5 Stelle e tutti gli altri lottino sì duramente, ma senza influire negativamente sul Paese e sul suo andamento. Spaventa, in particolare, il comportamento del Partito Democratico e del suo leader Enrico Letta. Il suo continuo scontrarsi con Matteo Salvini, le richieste di farlo uscire dal governo. La dimostrazione che, forse, i partiti non hanno ben chiaro quanto sia fondamentale oggi collaborare per non far affondare la nave. E come se non bastasse, presto la situazione sarà aggravata dall’arrivo del semestre bianco, quindi dall’impossibilità di sciogliere le Camere.

Tutto questo provoca una certa preoccupazione in Mattarella. Un pensiero più che lecito. Il timore, infatti, è che l’ansia legata alle elezioni vada a compromettere la stabilità di un’Italia già molto precaria, che in un momento così difficile come quello della pandemia sembrava fosse riuscita a fare squadra. Appunto, sembrava. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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