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Matteo Salvini, i processi Open Arms e Gregoretti potrebbero costargli la poltrona

Con l’approvazione da parte del Senato di procedere al processo contro Matteo Salvini per il caso Open Arms, per il leader della Lega si apre uno scenario colorato di tensioni e dubbi sul futuro. Il rischio che si può concretizzare, infatti, è quello che la sua agibilità politica possa essere messa in discussione. Questo significherebbe dover affrontare la decadenza da senatore, e l’impossibilità di ricandidarsi nel caso in cui i due processi in cui verrà giudicato si concludano con una condanna superiore ai due anni. E l’ipotesi, effettivamente, è realistica: il sequestro di persona, con l’aggravante dei minori coinvolti, prevede fino a 15 anni di detenzione. E’ la legge Severino a dirlo.

>>Leggi anche: Open Arms, Matteo Salvini andrà a processo: il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione

matteo salvini contestato selvaggia lucarelli

Matteo Salvini, cosa rischia per la Legge Severino

Insomma, potrebbero esserci dei veri guai in vista. Anche se Salvini continua a sostenere di non essere affatto preoccupato. La legge Severino, infatti, prevede come condizione imprescindibile per correre alle elezioni di deputato, senatore o parlamentare europeo non solo di avere la fedina penale pulita, ma anche priva di una condanna che superi i due anni di pena. Lo stesso vale per restare membro del governo. Se la sta rischiando molto, quindi, il leader della Lega. Perché oltre al caso Open Arms, dovrà rispondere anche per il caso Gregoretti, la nave che lo scorso 26 luglio del 2019 si vide negare lo sbarco di oltre 130 migranti, tra cui anche dei minori. Per quell’occasione, come per Open Arms e a differenza del caso Diciotti, il Senato ha già dato l’autorizzazione a ricorrere al processo.

A causa dell’emergenza sanitaria originata dal Covid-19, tuttavia, i tempi si sono allungati e l’udienza preliminare prevista a Catania è stata ora fissata per il prossimo 3 ottobre. Lì, si deciderà se andare avanti con il processo o meno.

I processi potrebbero fargli decadere tutte le cariche

Tornando alla legge Severino, essa prevede inoltre l’immediata decadenza del ruolo politico nel caso in cui la condanna avvenga nel pieno di una carica. Questo è esattamente ciò che ha dovuto affrontare Silvio Berlusconi nel 2013, quando fu condannato per frode fiscale nel caso Mediaset. Lasciare la sua poltrona al Senato. Esiste una clausola di ineleggibilità, ma fa riferimento alle cariche regionali o comunali. In questi casi la sospensione scatta per condanne che superino i 18 mesi e avviene immediatamente a seguito della sentenza di primo grado.

Cosa significa tutto questo? Che Salvini ha tirato troppo la corda. Sebbene sia impossibile definire quali saranno i tempi che la magistratura impiegherà per concludere i suoi processi (e se essi andranno mai avanti), è anche vero che le prossime elezioni sono fissate per il 2023. E questo si traduce in una serie di intrecci che potrebbero compromettere non solo una sua plausibile candidatura, ma anche la sua leadership all’interno della Lega. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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