
L’esame di maturità 2026 si prepara a cambiare volto. Dopo l’incontro al Ministero dell’Istruzione e del Merito, emergono novità rilevanti sulle materie dell’esame, sulla composizione delle commissioni e soprattutto sul ruolo centrale del colloquio orale, che diventa imprescindibile per il superamento della prova.
Il nuovo impianto segna un ritorno all’impostazione classica dell’“esame di maturità”, superando alcune delle soluzioni transitorie adottate negli ultimi anni e uniformando criteri e discipline su scala nazionale.
Materie esame di maturità 2026: cosa cambia

Uno dei punti centrali riguarda proprio le materie dell’esame di Stato. A partire dal 2026, le discipline oggetto d’esame saranno quattro e verranno stabilite direttamente dal Ministero. Non ci sarà più discrezionalità da parte delle singole scuole nella scelta delle materie o dei commissari interni.
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Le quattro discipline saranno uguali per tutti gli studenti dello stesso indirizzo e comprenderanno:
- le materie della prima prova scritta;
- la materia della seconda prova scritta;
- le discipline su cui si svilupperà il colloquio orale.
Italiano sarà certamente una delle materie d’esame, mentre l’elenco completo verrà comunicato entro la fine di gennaio.
Due aree disciplinari per la correzione delle prove scritte
Il decreto discusso al Ministero introduce una nuova organizzazione delle aree disciplinari per la correzione delle prove scritte, superando il decreto del 2015 ormai non più adeguato agli attuali indirizzi di studio.
Le aree restano sostanzialmente due:
- Area umanistico-letteraria
- Area scientifica, tecnica o tecnico-espressiva
La suddivisione varia in base all’indirizzo di studio (licei, tecnici e professionali) e tiene conto dei nuovi percorsi, come il liceo del Made in Italy e il modello 4+2 legato agli ITS.
Per ciascuna area saranno presenti due commissari, con una limitata flessibilità per alcune discipline, come Scienze motorie, che potranno essere collocate in una o nell’altra area.
Commissione ridotta: da sei a quattro commissari
Un’altra novità rilevante riguarda la composizione della commissione d’esame. Dal 2026 i commissari passano da sei a quattro:
- due commissari interni;
- due commissari esterni.
La riduzione punta a rendere più snella la gestione dell’esame e a liberare risorse economiche, che il Ministero intende reinvestire nella formazione specifica dei commissari.
Colloquio orale obbligatorio: niente più “scena muta”
Il colloquio orale assume un peso centrale nella maturità 2026. Il decreto chiarisce che il colloquio è un elemento imprescindibile dell’esame: se non viene svolto, l’esame non può essere superato.
Questo significa che la cosiddetta “scena muta”, verificatasi in alcuni casi negli anni passati, non sarà più compatibile con il nuovo impianto normativo.
Il colloquio verterà sulle quattro materie dell’esame stabilite dal Ministero. Lo studente potrà eventualmente ampliare il discorso ad altre discipline, ma i commissari potranno intervenire solo sulle materie per cui sono stati formalmente nominati.
PCTO ed educazione civica: più peso nella valutazione finale
Nel colloquio orale avranno un ruolo più rilevante anche il percorso complessivo dello studente, le esperienze di PCTO e le attività di educazione civica.
Questi elementi incideranno in modo più significativo sulla valutazione finale, rafforzando l’idea di un esame che non giudica solo le conoscenze disciplinari, ma anche le competenze trasversali maturate nel corso degli anni.
Prove scritte: cosa resta invariato
Al momento non sono previste modifiche strutturali alle prove scritte. Restano quindi confermate:
- la prima prova di Italiano;
- la seconda prova sulle discipline caratterizzanti l’indirizzo.
È stato chiarito che non ci saranno prove “anomale” o incoerenti con il percorso di studi: ad esempio, non sarà possibile una seconda prova di matematica al liceo classico.
Quando saranno comunicate le materie dell’esame
Il Ministero comunicherà ufficialmente le quattro materie dell’esame di maturità 2026 entro la fine di gennaio. L’elenco sarà valido su tutto il territorio nazionale e rappresenterà il riferimento unico per prove scritte e colloquio orale.
Con queste novità, la maturità 2026 si avvia verso un modello più strutturato, uniforme e rigoroso, nel quale il colloquio torna a essere il cuore dell’esame e le materie vengono definite in modo chiaro e centralizzato.
