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Mes senza condizioni e “Coronabond”: l’Europa non decide ed è già nel baratro

Mes e coronabond nessuna intesa: l’Europa è già nel baratro ma continua a discutere. Uno stato che conta 17 milioni di abitanti (quando Lombardia ed Emilia-Romagna insieme), il cui Pil è un terzo di quello italiano e meno della metà di quello spagnolo, riesce a bloccare l’intera Unione Europea su una decisione vitale. Non c’è più tempo, bisogna decidere. Mezza Europa è in ginocchio, conta i morti e le aziende a rischio fallimento, quasi la metà nei distretti industriali più importanti. E succede invece che uno dei paesi più piccoli e meno determinanti, sia dal punto di vista economico che politico, riesce a spingere l’Unione nel baratro.

La notte del fallimento

Il fallimento europeo è già una realtà nei fatti. Ma davvero, che diventasse una tragicommedia davvero ne avremmo fatto a meno di scoprirlo. Speriamo in un sussulto di onestà, in uno specchio abbastanza grande a casa di Wopke Hoekstra, il ministro dell’Economia dei Paesi Bassi. Purtroppo, però, al momento non ci sono segnali positivi in tal senso, a partire una timida apertura di Hoekstra sul Mes.

Il ministro dell’Economia italiano Roberto Gualtieri prende atto con amarezza dell’infruttuosa trattativa durata una notte intera. “Nonostante i progressi nessun accordo ancora all’Eurogruppo. Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del COVID19. È il momento della responsabilità comune, della solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise”, ha detto stamattina il titolare del dicastero dell’economia. Dietro a Gualtieri c’è Conte, che i retroscena descrivono come sempre più nervoso.

decreto coronavirus salva italia

Spagna e Italia: l’unione del Sud Europa è nei fatti più che negli intenti

Tutto vorrebbe Conte in questo momento tranne che una rottura insanabile con la Ue. Tuttavia, di fronte alle rigidità dei piccoli e al baratro di soluzioni draconiane come il Mes come originariamente previsto, quindi non “incondizionale”, il premier è pronto a fare muro insieme alla Spagna. Madrid, duramente colpita dalla crisi del Covid-19 al pari dell’Italia, è l’unica speranza per Roma nella battaglia per il Mes senza condizioni e i “coronabond”.

Sull’altro fronte, dietro ai piccoli, lo spettro della Germania. La cancelliera Merkel manda avanti “i nani” olandesi, austriaci e scandinavi per ribadire il potere assoluto tedesco sull’Unione. La discussione su Mes e “coronabond” proseguirà domani, ma se dopo 16 ore di discussione, nel mezzo di una crisi sanitaria senza precedenti nell’ultimo secolo, non si è arrivati ad una decisione c’è ben poco da sperare.

Una dimostrazione “plastica” del fallimento europeo. l’impossibilità di unificare le diverse anime di cui è composta l’Unione europea, in cui convivono Paesi con strategie politiche e finanziarie sostanzialmente inconciliabili. Lo dimostra il fatto che anche a fronte di un’emergenza come quella del coronavirus, sia prevalsa la guerra tra rigoristi dei conti pubblici e Paesi in difficoltà, probabilmente con la speranza che questi ultimi cadano nelle trame del Mes e in quel rischio Troika che la Germania continua a nascondere o, nel migliore dei casi, a minimizzare. >> I retroscena di politica

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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