Un altro aumento di temperature in quasi tutto il Paese, proprio quando l’estate sembrava ormai alle spalle. Ma una luce in fondo al tunnel, secondo gli esperti, c’è. Perché c’è ancora da soffrire qualche giorno, ma siamo alla fine dell’anticiclone africano: quattro o cinque giorni ancora, poi arriverà un ciclone atlantico che porterà aria fresca e un vero crollo termico. Lo ha confermato il colonnello Mario Giuliacci con un video pubblicato sui propri canali social nel pomeriggio di sabato 5 settembre.

Un weekend ancora rovente
Prima del cambio di scenario, l’Italia deve affrontare ancora un paio di giornate molto calde. L’anticiclone africano è tornato a interessare il Paese, con massime generalmente comprese tra 34 e 35 gradi e punte di 37-38 gradi in Emilia-Romagna, Puglia, Materano, Calabria ionica e sulle isole maggiori. Secondo Giuliacci, si tratta degli ultimi giorni di una fase particolarmente lunga, segnata da continue risalite termiche e condizioni di forte afa.
La svolta tra il 9 e l’11 settembre
Sull’Atlantico è comparso il ciclone che potrebbe finalmente sbloccare una situazione meteorologica segnata da settimane di continui saliscendi dell’anticiclone africano. Secondo Giuliacci, la svolta potrebbe arrivare tra il 9 e l’11 settembre 2026, quando una perturbazione atlantica dovrebbe porre fine alla nuova fase di caldo intenso.
Temperature giù fino a 10 gradi
Il crollo termico, secondo le ultime elaborazioni, potrebbe essere più marcato del previsto: al Centro-Nord le temperature potrebbero calare anche di 10 gradi rispetto ai valori attuali, un abbassamento che riporterebbe le massime su valori decisamente più in linea con la stagione.
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Temporali “un po’ bastardi”
Il passaggio della perturbazione atlantica non porterà soltanto aria più fresca, ma anche fenomeni temporaleschi che Giuliacci stesso ha definito, con un’espressione colorita, “un po’ bastardi”: il contrasto tra l’aria calda accumulata nelle scorse settimane e quella fresca in arrivo dall’Atlantico potrebbe infatti generare temporali anche violenti in diverse zone del Paese.
Il rischio di eventi estremi
Proprio questo forte contrasto termico rappresenta, secondo l’esperto, il principale elemento di attenzione dei prossimi giorni: l’energia accumulata nell’atmosfera durante le settimane di caldo africano potrebbe tradursi in fenomeni intensi, tra nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, in un contesto che gli esperti definiscono di “eventi estremi”.
Il ciclone sull’Atlantico da monitorare
Resta ora da seguire con attenzione l’evoluzione del ciclone atlantico nei prossimi giorni, la cui traiettoria ed entità determineranno con maggiore precisione tempistiche e intensità del cambiamento meteorologico atteso in Italia dopo settimane di caldo praticamente ininterrotto.
Fonte: Il Messaggero, con dichiarazioni del colonnello Mario Giuliacci