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Modica, Covid: malata “non grave” muore in attesa del ricovero in sub intensiva

Modica anziana donna muore per Covid dopo che i medici l’avevano ritenuta “non grave”. L’ottantacinquenne è deceduta lunedì sera mentre i suoi familiari richiedevano a gran voce il ricovero in terapia sub intensiva. Secondo i medici, la donna non era abbastanza grave, e avevano dato precedenza a pazienti più giovani. Il nipote della donna aveva protestato davanti all’ospedale di Ragusa, a cui chiedeva il trasferimento dell’anziana parente malata.

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modica anziana donna muore per covid

Modica anziana donna muore per Covid

La signora Antonietta Raffaella Misicoro Brafa, siciliana di 85 anni, è morta lunedì sera per l’aggravarsi delle sue condizioni. L’anziana paziente era ricoverata nel reparto Covid, ma il suo quadro si era talmente aggravato che i familiari avevano chiesto per più volte il suo trasferimento all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Qui, si pensava che altri posti letto di terapia intensiva fossero disponibili. All’ospedale di Ragusa, era e resta ricoverata la sorella dell’anziana, di tre anni in meno, anche lei affetta da Covid. Le tre richieste all’ospedale Maggiore di Modica inviate dal nipote della donna, però, sono cadute nel silenzio. Secondo i medici, i posti letti al Giovanni Paolo II non erano ancora pronti, e i posti disponibili erano già occupati. Le condizioni dell’ottantacinquenne non erano abbastanza gravi da far allarmare i medici del Maggiore di Modica.

La protesta del nipote dell’anziana defunta

Prima di lunedì, il nipote della donna aveva protestato per il rifiuto dei medici di trasferire la zia in terapia sub intensiva, incatenandosi all’ingresso del Giovanni Paolo II per ottenere un posto in più nel reparto dove era già ricoverata la mamma 82enne. L’uomo mostrava un cartellone recante la scritta “Ho bisogno di un posto in rianimazione Covid per mia zia”. Parlando al tg di Video Mediterraneo, il direttore sanitario dell’Asp Raffaele Elia aveva commentato la vicenda delle proteste dell’uomo giustificando le scelte dei medici, motivate da un quadro clinico non grave. “Non è così grave da ricoverarla in terapia intensiva, ecco perché in questo momento noi, secondo le indicazioni dei rianimatori, preferiamo ricoverare i giovani perché abbiamo persone che hanno bisogno della terapia intensiva e dunque la signora non avendo bisogno dell’intensiva ma della semi-intensiva può restare a Modica in malattie infettive. E non è possibile ricoverarla perché abbiamo malati più gravi” aveva spiegato il dirigente. La pressione sulle terapie intensive ricomincia infatti ad essere emergenziale, costringendo i medici a scegliere i pazienti più giovani da destinare ai posti in terapia intensiva. >> Tutte le news di UrbanPost

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