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Morti e feriti a Capodanno dal 1991 al 2025: numeri, trend e cosa dicono i dati sui botti

31/12/2025 22:36

Ogni anno, con l’arrivo del Capodanno, torna puntuale il bilancio di morti, feriti, arresti e denunce legati all’uso dei botti. Un rituale che si ripete, accompagnato da appelli alla prudenza, ordinanze comunali e controlli straordinari, ma che continua a produrre conseguenze concrete su persone, famiglie e territori.

Al di là delle singole notizie di cronaca, esiste però una serie storica lunga oltre trent’anni che consente di capire se e quanto la situazione sia realmente migliorata nel tempo. I dati ufficiali raccolti dal 1991 al 2026 restituiscono un quadro complesso: se da un lato il numero dei feriti è diminuito rispetto agli anni Novanta, dall’altro il fenomeno non è mai scomparso e continua a produrre feriti gravi e, in alcuni casi, vittime mortali.

Capodanno e botti: morti e feriti in Italia dal 1991 al 2025

Capodanno 2026: i dati ufficiali del Ministero dell’Interno

Lo scoppio dei botti per festeggiare l’arrivo del 2026 ha provocato, anche quest’anno, un bilancio pesante. Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Polizia di Stato, i festeggiamenti si sono conclusi con numerosi feriti e un evento mortale, avvenuto nella Capitale a seguito dell’esplosione di un petardo.

Nel dettaglio, il bilancio nazionale registra:

  • 283 persone ferite
  • 54 ricoveri ospedalieri
  • 12 feriti da colpi d’arma da fuoco
  • 68 minori coinvolti

Analizzando la gravità delle lesioni:

  • 245 feriti con prognosi pari o inferiore a 40 giorni
  • 50 feriti gravi con prognosi superiore ai 40 giorni

Numeri che confermano come, anche in assenza di stragi diffuse, il rischio per l’incolumità pubblica resti elevato, soprattutto nelle grandi città.

Il confronto con il Capodanno 2025

Il confronto con i dati del Capodanno 2025 aiuta a contestualizzare l’andamento del fenomeno. Lo scorso anno, infatti, si erano registrati:

  • 309 feriti complessivi
  • 69 ricoverati
  • 90 minori coinvolti
  • nessun decesso

Il 2026 mostra quindi una riduzione del numero totale di feriti, ma introduce un elemento di forte criticità: il ritorno di una vittima mortale. Un dato che interrompe la sequenza di anni senza decessi e riaccende il dibattito sull’efficacia delle misure di prevenzione.

Arresti, denunce e sequestri: l’attività delle Forze di Polizia

Accanto al bilancio sanitario, i dati ufficiali evidenziano un’intensa attività di controllo svolta dalle Forze di Polizia nel mese di dicembre 2025, periodo che precede i festeggiamenti.

I numeri parlano di:

  • 45 persone arrestate
  • 330 persone denunciate

Particolarmente significativo il volume dei sequestri, che testimonia la diffusione del commercio e della detenzione di materiale pirotecnico illegale:

  • 306 strumenti lanciarazzi
  • 15 armi comuni da sparo
  • 8.721 munizioni
  • 3.135 kg di polvere da sparo
  • 57.251 kg di manufatti pirotecnici IV e V categoria (Tulps)
  • 43.029 kg di prodotti con marcatura CE
  • 30.688 kg di prodotti illegali o non conformi
  • 929.454 parti di articoli pirotecnici

Un quantitativo che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto causare danni ben più gravi se immesso sul mercato.

Morti e feriti a Capodanno: la serie storica completa

Per comprendere davvero l’evoluzione del fenomeno è necessario guardare ai dati nel lungo periodo. Di seguito la serie storica completa dal 1991 al 2026, che riepiloga morti, feriti, arresti e denunce legati ai botti di Capodanno in Italia.

Anno Morti Feriti Arresti Denunciati
1991 2 ~800
1992 3 1061
1993 4 1124
1994 4 690
1995 2 1255
1996 3 ~1000
1997 1 833
1998 0 854
1999 0 711
2000 3 952
2001 4 ~1000
2002 0 544
2003 0 568
2004 0 584
2005 0 550
2006 1 600
2007 0 526
2008 1 473
2009 1 382 64 488
2010 0 492 61 572
2011 1 498
2012 2 595 56 381
2013 2 622 21 240
2014 0 361 23 258
2015 0 253 45 256
2016 0 190 26 317
2017 0 184 38 216
2018 0 212 30 242
2019 0 216 45 197
2020 1 204 51 277
2021 1 79 48 180
2022 0 124 37 188
2023 0 180 35 374
2024 1 274 50 304
2025 0 309 88 386
2026 1 283 45 330

Cosa emerge dai numeri: trend chiari, rischio persistente

  • Anni ’90: il periodo più critico, con oltre 1.000 feriti in diversi anni e più decessi annuali.
  • Anni 2000: progressiva riduzione dei feriti grazie a norme più stringenti e controlli.
  • Ultimo decennio: feriti sotto quota 300, ma il rischio di eventi mortali non è mai stato azzerato.

Un problema ridimensionato, ma non risolto

I dati dimostrano che l’uso dei botti di Capodanno è oggi meno devastante rispetto a trent’anni fa, ma continua a produrre conseguenze gravi. Feriti, spesso minorenni, sequestri record e, nel 2026, anche una vittima mortale.

La serie storica racconta una verità semplice: il fenomeno è stato contenuto, ma non eliminato. E ogni nuovo Capodanno continua a riportarlo al centro dell’attenzione.

Dati aggiornati al 2026. Fonti ufficiali: Ministero dell’Interno, Polizia di Stato.

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