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Natale 2020 Covid, se l’Rt sarà inferiore a 1 potremo viverlo in “semi-normalità”

Come sarà il Natale 2020 in piena emergenza Covid? La parola d’ordine ora sembra soft. La maggior parte delle Regioni sono in un “lockdown soft”, e anche il Natale dovrà essere “soft”. E’ quello che consiglia il Comitato tecnico scientifico: negozi aperti, ma cenoni ridotti. E anche in questo caso verrà chiesta una forte responsabilità civile: si manterrà il divieto di assembramento, bisognerà selezionare i contatti tra i familiari e gli amici. Sembra, però, che commercianti e ristoratori potranno tornare a una “semi-libertà” dopo il 4 dicembre. Tutto dipenderà esclusivamente da una cosa: l’Rt deve scendere sotto all’1.

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Natale 2020 Covid, come saranno le festività

Se è vero che “Babbo Natale avrà un’autocertificazione speciale”, per tutti gli altri le festività questiono saranno diverse. La priorità è quella di evitare uno scenario peggiore dell’attuale, la tanto chiacchierata terza ondata di gennaio. Quindi niente “liberi tutti”, ma alcune restrizioni dovrebbero essere leggermente allentate. Togliere tutti i limiti individuali e collettivi, infatti, significherebbe lasciare la strada spianata a un’accelerazione vertiginosa del contagio e continuare a posticipare il problema, esattamente come è successo durante l’estate. Ora, però, con le terapie intensive al limite della saturazione, proprio non possiamo permettercelo. Anche perché vorrebbe dire cancellare tutti gli sforzi compiuti fino a oggi, gli stessi che hanno permesso di abbassare l’Rt.

L’obiettivo rimane quello di portare l’indice Rt sotto all’1 entro la metà di dicembre. E i dati al momento possono essere definiti incoraggianti: negli ultimi tre giorni la somma dei positivi è stata di 500 unità superiore a quella dello stesso periodo della settimana precedente. Ciò significa che si è verificato un incremento minimo, giustificato anche da un numero più alto dei tamponi effettuati. Per questo, la speranza è che già in questa settimana si possa sfiorare un indice Rt attorno all’1. E per lo stesso motivo non si può sbagliare durante le festività: togliere tutte le misure restrittive anti Covid per permettere agli italiani di trascorrere un normale Natale 2020 è impensabile.

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Natale 2020 Covid, quanto ci costerebbe festeggiare normalmente

Il governo, quindi, pare che non si trasformerà nel Grinch e non cancellerà il Natale 2020, ma lo adatterà al Covid. Così da migliorare anche “il disagio sociale e psicologico” di molti cittadini, una sofferenza che il presidente Conte riconosce. Si parla dunque di un massimo di sei persone per gli incontri a casa e di aumentare i permessi per gli spostamenti tra le regioni, di mantenere aperti i negozi nelle zone non rosse predisponendo, tuttavia, un contingentamento agli accessi nelle vie dello shopping. Come sempre, sarà richiesto un particolare senso civico, uno “sforzo in più” per “non mollare” e resistere, presumibilmente, fino al vaccino. Nemmeno quello, però, basterà a mettere la parola fine.

Le prime dosi, infatti, verranno somministrate a gennaio agli operatori sanitari e agli anziani delle Rsa. Prima che la vaccinazione si ampli al resto della popolazione, invece, probabilmente passeranno alcuni mesi. E ne serviranno almeno sei per immunizzare due terzi dei cittadini, circa 40milioni di persone, con due dosi ciascuno. Soprattutto, serviranno almeno ottanta milioni di vaccini.

Miozzo: “Un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare”

Noi un Natale normale ce lo dobbiamo scordare“, anche se la curva dei contagi dovesse scendere nelle prossime settimane. Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo è categorico a riguardo: “Possiamo immaginare un Natale più sereno, più legato alle tradizioni familiari”, ma non quello a cui siamo tutti abituati. Sui negozi e sui ristoranti, poi, ha dichiarato: “Dopo il 4 dicembre potranno probabilmente ritornare a una semi-normalità, non un liberi tutti, se rispetteranno le regole”.

Come sottolinea Miozzo, infatti, l’andamento della pandemia “è ancora molto pesante. I numeri sono molto forti anche se apparentemente quesa curva sembra stabilizzarsi. Le centinaia di vittime che abbiamo tutti i giorni ci stanno a ricordare che siamo ancora nel pieno del problema”. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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