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Reddito di cittadinanza, parla un navigator: «Attualmente non conosciamo il nostro futuro»

Antonio Lenzi, navigator e socio fondatore dell’Associazione nazionale Navigator, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus. «La strumentalizzazione fatta nei nostri confronti è un qualcosa di assolutamente ingiusto. Qualunque critica dovrebbe partire dal rispetto per i lavoratori, questa è una cosa che i politici dovrebbero comprendere», ha detto Lenzi, a proposito del dibattito sul ruolo dei navigator, quelle particolari figure nate per supportare gli operatori dei Centri per l’Impiego a reinserire nel mondo del lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza. 

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Reddito di cittadinanza, parla un navigator: «Attualmente non conosciamo il nostro futuro»

«Abbiamo cercato semplicemente di dare il nostro contributo, venendo incontro a quella che era una necessità del pubblico. Qual è il nostro torto? Il sistema dei servizi per l’impiego in Italia ha dei limiti strutturali, che esistono da ben prima del reddito di cittadinanza. In Germania gli impiegati nei centri per l’impiego sono 100mila, in Italia 10 volte in meno. I navigator sono stato un primo passo nella direzione di un miglioramento dei servizi per l’impiego. Laddove siamo stati inseriti in centri per l’impiego che funzionavano un pochino la nostra esperienza è stata agevolata, laddove invece siamo stati inseriti in centri che non funzionavano per niente ci sono state maggiori difficoltà. Vorrei ricordare che non ci occupiamo solamente degli utenti, ma abbiamo il compito di contattare anche le aziende. Attacchi dei politici? Mi dà fastidio che non ci confronta mai sul merito e si fa solo tanta demagogia e tanta propaganda. C’è chi attacca i populisti, ma poi è lui per primo il populista. Due-terzi dei percettori di reddito di cittadinanza è occupabile, del milione di persone occupabili ne abbiamo collocate il 20%», ha detto Antonio Lenzi sul ruolo dei navigator.

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«Bisognerei valorizzare il lavoro fatto finora»

Sul futuro dei navigator, Lenzi ha chiarito: «Il nostro contratto scade alla fine di quest’anno, attualmente ancora non sappiamo quale sarà il nostro futuro. Auspichiamo il prima possibile un incontro con il ministro Orlando, riteniamo che il nostro ruolo sia fondamentale e che debba rimanere statale. I concorsi regionali per i centri per l’impiego non possono essere una soluzione per noi, anche perché ogni Regione fa scuola a sé e alcune non hanno proprio intenzione di fare concorsi, il che vorrebbe dire che alcuni di noi potranno partecipare ed altri no». E ancora: «Bisognerebbe valorizzare il lavoro fatto finora che è frutto di rapporti costruiti sia con le persone sia con le aziende. Se volessero disperdere questo patrimonio acquisito in questi due anni di esperienza allora si ricomincerebbe da capo», ha concluso il presidente dell’Associazione Nazionale dei Navigator. Leggi anche l’articolo —> Abolizione del reddito di cittadinanza sì o no? Le novità che vuole introdurre Mario Draghi

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