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Coronavirus: un farmaco antiparassitario può proteggere i polmoni

Si chiama niclosamide il farmaco che potrebbe essere in grado di bloccare gli effetti dannosi causati ai polmoni dal Sars-CoV-2. Si tratta di un medicinale utilizzato da più di 50 anni per le infezioni intestinali, ma che è può anche agire sulla proteina Spike che provoca l’infezione dei polmoni. Lo rivela uno studio pubblicato il 7 aprile su Nature dai ricercatori del King’s College di Londa e dell’Università di Trieste.

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La ricerca dell’Università di Trieste e del King’s College di Londra

La ricerca è stata condotta di ricercatori italiani e inglesi guidati da Mauro Giacca, professore dell’Università di Trieste, docente di Cardiovascular Sciences al King’s College di Londra. Lo studio è partito con l’osservazione dei pazienti morti per Covid-19. I polmoni delle vittime, oltre a mostrare un esteso danno e la presenza di coaguli che bloccano la circolazione del sangue, contengono un vasto numero di cellule anormali. Si tratta di cellule molto grandi e con molti nuclei, infettate dal virus anche dopo 30-40 giorni dal ricovero in ospedale.

La presenza di queste cellule anomale è data dalla capacità della proteina Spike del coronavirus di stimolare la fusione tra le cellule infettate e le cellule vicine. Una volta identificato il meccanismo che porta alla fusione delle cellule infettate con Sars-Cov-2, i ricercatori hanno anche identificato il farmaco in grado di impedire questo processo e quindi la replicazione del virus.

Covid e niclosamide

Dopo uno screening di laboratorio su oltre 3.000 farmaci già approvati per la terapia di diverse malattie, si è arrivati alla niclosamide. Si tratta di un medicinale usato da più di 50 anni contro le infezioni dell’intestino dovute alla tenia. Sulla base di questi risultati, una sperimentazione clinica è già partita in India. Qui,120 pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19 stanno ricevendo la niclosamide. Si tratta di una sperimentazione appena avviata. Sarà quindi di fondamentale importanza attendere i risultati nel corso dei prossimi mesi per confermare l’efficacia del farmaco.
covid variante milanese

Giacca: “Un meccanismo completamente nuovo”

“Siamo molto soddisfatti dai nostri risultati – dichiara Mauro Giacca per almeno due motivi. Primo, perché abbiamo scoperto un meccanismo completamente nuovo, attivato dalla proteina Spike e importante per il virus. Le nostre ricerche mostrano come Spike attivi una famiglia di proteine della cellula, chiamate Tmem16, che sono indispensabili per la fusione cellulare. Secondo, perché questo meccanismo è anche alla base dell’attivazione delle piastrine, e potrebbe quindi anche spiegare perché il 70% dei pazienti con Covid-19 grave sviluppa una trombosi. E ora sappiamo che c’è almeno un farmaco, la niclosamide, in grado di bloccare questo meccanismo” Questa la spiegazione del professore Giacca raccolta da Il Sole 24 Ore. >> Tutte le news di UrbanPost

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