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Nomine partecipate, effetto coronavirus sulla scelta degli amministratori

Si sono aperte le danze delle nomine partecipate pubbliche. In uno scenario di emergenza sanitaria e continui battibecchi tra le forze politiche, il duro impatto previsto sull’economia italiana sembra stia causando riconferma di tutti gli attuali capi d’azienda. Così, il classico rompicapo delle nomine potrebbe essere uno degli enigmi più semplici da risolvere per il governo Conte Bis. Rimane comunque un banco di prova importantissimo, che vede lo scontro tra i pentastellati e Matteo Renzi, accusato di mettere quotidianamente a rischio il governo per paura di perdere delle poltrone importanti nelle controllate statali. Molte delle nomine attuali, infatti, risalgono a quando il leader di Italia Viva era presidente del Consiglio.

nomine partecipate

Nomine partecipate, verso la riconferma degli amministratori delegati

Il tema è delicatissimo e per i partiti di importanza fondamentale. L’idea è quella di garantire continuità gestionale alle grandi aziende partecipate pubbliche in uno scenario di totale incertezza economica come quello attuale. Per questo motivo, sembra che il governo stia andando nella direzione della riconferma degli amministratori delegati di Eni, Enel, Poste e Terna. Per Leonardo, invece, pare non sia stata presa ancora una decisione. Per quanto riguarda Banca Mps, infine, dove l’amministratore delegato è dimissionario dopo la rinuncia di Marco Morelli, potrebbe slittare la presentazione della lista del Tesoro per il consiglio d’amministrazione.

In questo quadro, quindi, Claudio Descalzi verrebbe riconfermato all’Eni, Francesco Starace all’Enel, Matteo Del Fante alle Poste e Luigi Ferraris a Terna. A proposito di Mps, invece, i nomi più quotati sarebbero Roberto Nicastro, Marina Natale e Mauro Selvetti. La lista tuttavia verrà presentata entro il 12 marzo.

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Nomine partecipate, effetto coronavirus

Tutte le forze ora sono concentrate sull’emergenza coronavirus, per questo riconfermare tutti gli amministratori delegati può essere letto come uno dei rebus più semplici da risolvere. E di conseguenza una questione su cui porre meno attenzione. Vista la situazione, non si può nemmeno escludere che la lista possa essere presentata direttamente in assemblea il prossimo 6 aprile. Di norma, invece, le liste dovrebbero arrivare tutte sabato 21 marzo. La prima assemblea sarà quella di Poste il 16 aprile, poi toccherà a Terna il 27 aprile, a Enav il 5 maggio, a Eni il 13 maggio e infine a Enel il 14 maggio.

Se per i per i capi d’azienda le riconferme vengono ormai date per certe, la partita per i consiglieri e i presidenti è ancora del tutto aperta. A riguardo, infatti, i partiti stanno cercando faticosamente un accordo. Per la presidenza dell’Eni i nomi i rumors hanno messo nell’aria i nomi di Gianni De Gennaro (che dunque si sposterebbe da Leonardo) e di Franco Bernabé. Per Leonardo, inoltre, spunta fuori il nome di Elisabetta Belloni. Un fattore nuovo in questa partita di nomine è quello che qualcuno nei Palazzi definisce “localistico”. Nella suddivisione, sembra che tra le file di Italia Viva possa siano state offerte le aziende locali, grandi e quotate. Esattamente come è successo nel caso di A2A, dove la poltrona sarà affidata al numero uno di Fs Renato Mazzoncini. Nessun accordo invece sulla scelta dei nuovi vertici dell’Authority delle Comunicazioni e del garante della Privacy.

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