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Novavax, come funziona il vaccino proteico: quando arriva in Italia e gli effetti indesiderati

Che cos’è Novavax, il vaccino proteico in arrivo in Italia ad inizio 2022? Come funziona? E quali sono gli effetti indesiderati? Nuvaxovid della società biotech americana sfrutta la tecnica delle proteine ricombinanti, che è stata già utilizzata per produrre vaccini come quelli contro epatite B e Hpv. Rispetto ai vaccini a mRna, Nuvaxovid introduce direttamente nell’organismo la proteina Spike, messa a punto in laboratorio in una linea cellulare di mammifero.

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Novavax, come funziona il vaccino proteico: quando arriva in Italia e gli effetti indesiderati

L’Ema ha dato il via libera al vaccino Novavax, che arriverà in tutta Europa all’inizio del 2022. Il vaccino proteico si differenzia rispetti ai vaccini mRna (Pfizer e Moderna) e a quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson) e per questo potrebbe persuadere coloro che ancora non si sono immunizzati contro il Covid. La tecnica di Nuvaxovid è infatti stata utilizzata da decenni. «L’idea che questa metodica di vecchia generazione sia più sicura perché non utilizza materiale genetico è sbagliata. Abbiamo infatti le prove definitive che i vaccini a mRna sono estremamente sicuri ed efficaci. Se però il vaccino di Novavax potrà aiutare a superare i dubbi di alcuni esitanti, ben venga», ha detto il professor Sergio Abrignani, ordinario di Patologia generale e immunologia all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto «Romeo ed Enrica Invernizzi».

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Qual è la sua efficacia: cosa dicono gli studi

I risultati dei due principali studi clinici esaminati dagli esperti dell’Ema mostrano che Nuvaxovid si è dimostrato efficace nel prevenire la malattia nelle persone dai 18 anni di età. I trial hanno coinvolto in totale oltre 45.000 persone. Il primo studio, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid-19 da 7 giorni dopo la seconda dose nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid rispetto a quelle a cui è stato somministrato placebo. Ciò vuol dire, come ha spiegato l’Ema, in una nota, che il vaccino ha un’efficacia del 90,4%. Il secondo studio fatto nel Regno Unito invece si parla di un’efficacia dell’89,7%. Combinati insieme, come riferisce l’Adnkronos Salute, i due studi mostrano un’efficacia di Nuvaxovid di circa il 90%. Come dicevamo in apertura le prime dosi del nuovo vaccino dovrebbero arrivare ai Paesi membri dell’Ue “nei primi mesi del 2022”. Ha effetti indesiderati? Cosa si rischia?

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Novavax, quali sono i rischi?

Gli effetti indesiderati osservati con Nuvaxovid negli studi, spiega l’Ema, sono stati generalmente lievi o moderati. Comunque tutti scomparsi entro un paio di giorni dopo la vaccinazione. I più comuni dolore al sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, sensazione generale di malessere; talvolta nausea e vomito. “Non parliamo di un vaccino con meno effetti collaterali o esente a priori da rischi. Come tutti i vaccini può avere le sue reazioni avverse, le sue risposte anomale”, ha specificato Marco Falcone, professore associato di malattie infettive all’università di Pisa e segretario della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), su radio «New Sound Level». Leggi anche l’articolo —> “Che tempo che fa”, Burioni: «Sui non vaccinati circola una bugia…»

 

 

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