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Nuove zone arancioni: Abruzzo, Liguria, Basilicata, Umbria e Toscana, Bolzano zona rossa

Governo e regioni si sono ritrovati ieri, 9 novembre 2020, per decidere quali zone d’Italia sarebbero diventate le nuove zone arancioni e rosse. Si inaspriscono quindi per più regioni le misure del Dpcm del 3 novembre. Cinque Regioni passano da zona gialla ad arancione e una provincia diventa zona rossa in relazione al rischio legato all’emergenza Covid. Tra i criteri considerati: un aumento dei positivi ai tamponi, l’indice Rt maggiore di 1.7 e un maggior numero di ricoveri in terapia intensiva. Da domani, 11 novembre 2020, entreranno in vigore le nuove restrizioni.

>> Dpcm Faq del Governo, domande più frequenti: cosa non potremo più fare nelle varie Regioni

nuove zone arancioni

Nuove zone arancioni e rosse: cosa cambia

Per i prossimi 15 giorni Abruzzo, Basilicata, Umbria, Liguria e Toscana saranno in zona arancione. Rispetto alle misure già in vigore in tutta Italia, saranno vietati tutti gli spostamenti. Infatti non si potrà uscire né entrare dalla regione e nemmeno spostarsi dal proprio comune di residenza. Sarà possibile muoversi solo per motivi di lavoro, studio, salute e necessità. E’ prevista inoltre la chiusura di bar e ristoranti per tutto il giorno. Continueranno a essere invece aperte le scuole, che saranno in presenza per infanzia, elementari e medie. Invece le scuole superiori adotteranno al 100% la didattica a distanza. I negozi restano aperti.

Per quanto riguarda la provincia autonoma di Bolzano, nuova zona rossa, le misure previste dal decreto sono più restrittive. L’uscita di casa va motivata, infatti torna l’autocertificazione anche per gli spostamenti all’interno di una città. Saranno chiusi bar, ristoranti, negozi, la Dad e’  prevista dalla seconda media in poi. E’ vietato spostarsi da un Comune all’altro. Sono bloccati gli spostamenti in entrata e uscita dalla regione.

misure

Le reazioni alle nuove misure

In questo scenario sono molti i medici che chiedono un lockdown totale vista la situazione di crisi che devono affrontare gli ospedali in tutto il Paese. “Se i numeri continueranno a essere questi il governo dovrà prendere delle decisioni importanti che contemplano anche il lockdown totale. Solo così si può bloccare l’ascesa di questa curva, altrimenti il sistema sanitario non reggerà”. Così ha dichiarato il presidente della Federazione dei medici Filippo Anelli.

L’inasprimento delle misure a Bolzano è ancora più duro, il sindaco infatti ha aggiunto un’ordinanza che consente l’attività motoria a non più di un chilometro di distanza dalla propria abitazione.  “Non abbiamo alternative” è stato commento dell’assessore provinciale alla sanità di Bolzano, Thomas Widmann.

Diverse le reazioni dei governatori alle scelte del governo. Vito Bardi, governatore della Basibicata, non esclude misure ancora più restrittive per la sua regione e fa appello al “senso di responsabilità dei lucani affinché abbiano atteggiamenti responsabili”. In Toscana Eugenio Giani parla della necessità di fare “sacrifici ora per uscirne il prima possibile”. Al contrario il presidente della Liguria Giovanni Toti si dice “perplesso” visto che i numeri “sono più o meno simili a quelli della scorsa settimana”. Anche se è lui stesso a confermare come gli ospedali della Regione siano “sotto forte pressione”. >> Tutte le news

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