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Nuovo Dpcm, ecco perché il premier Conte aspetta a firmare: possibili novità per la scuola

Il Nuovo dpcm Conte dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Il presidente del Consiglio nel corso della giornata di ieri, 2 novembre 2020, ha anticipato alla Camera le misure più stringenti pensate dall’esecutivo, col supporto del comitato tecnico scientifico, per contenere l’emergenza Covid. Tanti si chiedono che ne sarà della scuola: chiusura totale? Dad al 100% per ogni ordine e grado? L’ipotesi di fare lezioni online anche in seconda e terza media è scemata con il levar del sole. L’indiscrezione circolata a Montecitorio sin dalle prime ore del mattino si è sgonfiata come una bolla di sapone, con buona pace della ministra Azzolina. 

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Nuovo Dpcm conte

Nuovo Dpcm Conte temporeggia, ecco perché aspetta a firmare: possibili novità per la scuola

L’estensione della didattica a distanza riguarderà soltanto le scuole superiori. La dad, infatti, sarà obbligatoria al 100% per istituti di secondo grado e licei. Finora quest’ultima era stata portata al 75% delle attività: ora invece gli alunni delle superiori, che sono anche quelli che, a detta del governo, prendono maggiormente i mezzi pubblici la mattina, dovranno seguire le lezioni da casa. «Prevediamo anche la possibilità che le scuola secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che possa essere una misura temporanea», ha affermato il premier Giuseppe Conte. Soddisfazione da parte della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che nel week-end nelle riunioni a palazzo Chigi ha difeso a spada tratta la didattica in presenza, spaventata dallo spettro della dispersione scolastica.

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Dad al 100% alle scuole superiori, alle medie resta didattica in presenza: niente però è ancora deciso

Ma perché il Nuovo Dpcm Conte non viene reso noto? Secondo indiscrezioni il presidente del Consiglio starebbe temporeggiando, in attesa dei dati Covid del bollettino di oggi, 3 novembre 2020. Come riportano fonti qualificate all’Adnkronos stamani non dovrebbe tenersi, infatti, alcuna riunione tra il premier e i capidelegazione delle forze di maggioranza, salvo imprevisti. Per questa ragione Conte, prima di pubblicare il nuovo Dpcm, vorrebbe confrontarsi con i dati odierni del contagio e l’aggiornamento della curva epidemiologica da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Infine come si legge sul sito “Tecnica della scuola” resta ancora da capire come coniugare le misure nazionali previste dal prossimo Dpcm con quelle di natura territoriale, variabili a seconda dello “scenario” in cui è collocata la regione. Le forze politiche di maggioranza impegnano il governo “ad adottare misure nazionali che consentano di mitigare il più possibile la curva di crescita del contagio, anche al fine di alleviare il carico, già molto pesante, sul sistema sanitario nazionale” e “a intervenire in costante confronto con le Regioni”. Leggi anche l’articolo —> Nuovo Dpcm, Sileri: “Non sottovalutare la tenuta sociale del Paese”

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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