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Nuovo Dpcm, Conte come l’«asino di Buridano», le misure in arrivo: no al «gioco dello scaricabarile»

Nuovo Dpcm, Conte come “l’asino di Buridano”, diviso tra due fuochi. Con la speranza di tutti noi che l’epilogo oggi sia diverso da quello dell’antico paradosso. Nell’ultimo bollettino del Ministero della Salute sono 31.758 i nuovi casi di Coronavirus nel nostro Paese con 215.886 tamponi effettuati. Vista l’impennata dei positivi, l’Italia pare sempre più vicina ad un coprifuoco a livello nazionale fissato alle 21. Questo almeno è quanto sarebbe stato deciso nel corso della riunione del premier Giuseppe Conte con i capidelegazione delle forze politiche di maggioranza. Ore faticose, di trattative giocate sul «filo de rasoio», che tengono conto pure di un dialogo continuo tra Stato e Regioni. Già ieri il presidente del consiglio aveva mostrato di avere dalla sua molta pazienza: obiettivo quello di contenere i conflitti interni all’esecutivo. Proprio perché «non si può giocare allo scaricabarile politico fra istituzioni», ha sbottato ad un certo punto Conte.

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Nuovo Dpcm conte

Nuovo Dpcm Conte “asino di Buridano”, le misure in arrivo: no al «gioco dello scaricabarile»

Alla fine dell’ennesima interminabile riunione con maggioranza, capigruppo dei partiti che la sostengono, e dopo il confronto con i governatori, il premier ha deciso di non indietreggiare: «Non possiamo che adottare una strategia diversificata a seconda dei dati scientifici che abbiamo chiesto al Cts, un meccanismo unico di restrizioni nazionali rischia di non essere sostenuto da alcun dato scientifico e non sarebbe perseguibile né positivo». Conte contrario dunque ad un lockdown totale, strategia estrema, che era stata adottata a marzo scorso. E che, ad onor del vero, è servita a salvare la vita di molti. Una chiusura totale che era stata invocata da alcuni governatori, in primis da quello della Campania, Vincenzo De Luca. Il presidente del Consiglio però è dell’avviso che la strada del lockdown sia percorribile soltanto in quelle regioni dove ce n’è realmente bisogno. Il ministro della Salute Roberto Speranza, d’accordo con lui, a tal proposito ha detto: «Due orizzonti: misure nazionali e misure territoriali». 

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Ecco quali sono le regioni più a rischio in Italia

Quali sono le regioni che destano maggior preoccupazione? Lombardia, Piemonte e Calabria, considerate dall’ultimo report settimanale dell’Iss Regioni a “rischio alto” con, rispettivamente, un indice Rt a 2,01, 1,99 e 1,84, tanto da rientrare  nel cosiddetto scenario 4. Allo scenario 3 apparterebbero invece Puglia (Rt 1,47), Sicilia (Rt 1,38) Toscana (Rt 1,19). Rientrano nello stesso quadro, ma con rischio considerato moderato: Friuli Venezia Giulia (Rt 1,47), Umbria (1,45) Lazio (1,43) Marche (1,35) e Campania  (1,29). A cosa andremo incontro? Tra le soluzioni che potrebbero entrare nel nuovo Dpcm: lo stop della mobilità tra le regioni (salvo motivi di lavoro), la chiusura dei musei (confermata tra l’altro dal ministero dei Beni culturali Franceschini) e quella dei centri commerciali nel week end. A queste si aggiungerebbero le limitazioni agli spostamenti per gli over 70 (benché l’associazione di geriatri italiani sia contraria). Al centro della discussione potrebbe esserci anche una possibile chiusura dei ristoranti la domenica. 

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Nuovo Dpcm, Conte amareggiato: «Dal centrodestra mi sarei aspettato un atteggiamento diverso»

Nuovo Dpcm, Conte in affanno, respinge le richieste dei governatori. Nel lungo pomeriggio di incontri di maggioranza, il premier ha esternato anche la delusione per aver ricevuto un rifiuto, dal centrodestra, sull’offerta di un tavolo istituzionale di raccordo con il governo: «mi sarei aspettato un atteggiamento diverso, ma pazienza». Oggi questi si recherà prima alla Camera, alle 12, poi al Senato, alle 17, e riferirà del lavoro in corso dentro il governo, illustrando le restrizioni e gli accorgimenti messi a punto per contenere il contagio da Coronavirus. Leggi anche l’articolo —> Nuovo Dpcm, oggi la giornata decisiva: il governo cerca l’accordo con le regioni

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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