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Quali sono i sintomi di Omicron nei bambini: quando occorre recarsi in ospedale

Omicron, sintomi nei bambini quali sono? Secondo quanto evidenziato da un recente studio (Zoe Covid Symptom Study), condotto nel Regno Unito, oltre il 50% dei contagiati dalla nuova variante sviluppa sintomi che possono essere facilmente confusi con un raffreddore: naso che cola, starnuti, affaticamento. A queste manifestazioni si aggiungono altri malesseri come cefalea, mal di schiena dolori muscolari e un’elevata sudorazione notturna. Qualche paziente ha lamentato anche febbre, tosse e la perdita dell’olfatto (anosmia), che sembrerebbero però non più i sintomi principali della Covid-19 legata ad Omicron. Gli stessi non si son riscontrati solo negli adulti, ma anche nei più piccoli e negli adolescenti, che sono stati i più colpiti nella quarta ondata.

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Quali sono i sintomi di Omicron nei bambini: quando occorre recarsi in ospedale

Bambini sempre più contagiati dalla variante Omicron, tanto che lo Sheba Medical Center, il più grande ospedale di Israele, ha deciso di aprire un reparto pensato appositamente per loro. Il direttore Moshe Ashkenazi ha spiegato che ci si sta preparando ad un boom di ricoveri dei più piccoli. ”La Omicron sembra essere meno virulenta rispetto ad altre varianti, ma la maggior possibilità di essere contagiati porterà diversi bambini a essere ricoverati in ospedale”, ha detto Ashkenazi al ‘Times of Israel’. E ancora: “Abbiamo un senso di deja vu rispetto alla prima ondata e ci stiamo preparando per una guerra, proprio come abbiamo fatto nella prima ondata”, ha detto Ashkenazi. Ma per quale motivo i più piccoli sono nell’occhio del ciclone? Perché si contagiano di più oggi rispetto alle precedenti ondate? La ragione per cui le fasce più giovani risultano sempre più colpite troverebbe la sua ragione nel fatto che sono le meno coperte dalla vaccinazione. D’altronde le somministrazioni per i piccoli tra i 5 e gli 11 anni sono iniziate a metà di dicembre.

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La variante dilaga: situazione allarmante al Bambin Gesù

“La Omicron ha colpito tutte le fasce d’età, perciò non possiamo parlare di Pandemia dei bambini. Ma in questo momento sono loro il bersaglio ideale del virus perché non vaccinati. Questo fa sì che diventino i soggetti più a rischio di sviluppare complicanze da Covid”. Sono queste le parole della pediatra Annalisa Grandin, del reparto di Pediatria Generale del Dipartimento d’emergenza accettazione e pediatria generale dell’ospedale Bambino Gesù, all’«HuffPost». L’esperta ha riferito quella che è la situazione al momento: “Abbiamo più di 60 bambini ricoverati, di cui 5 in terapia intensiva. È un numero relativamente alto, che preoccupa. Prima avevamo circa un 4% di positivi rispetto al totale degli accessi al pronto soccorso, oggi siamo passati a un 15%. I numeri sono in crescita”. La dottoressa ha chiarito poi che i cinque pazienti ricoverati in terapia intensiva sono assistiti da ventilatori, perché non riescono a respirare da soli. Gli altri, invece, hanno febbre, disidratazione e inappetenza, oltre che sintomi respiratori. 

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Perché colpisce soprattutto i più piccoli?

Con questo non si vuole assolutamente seminare il panico. “La Omicron ha colpito tutte le fasce d’età, ma ha trovato nei bambini un terreno non vaccinato. Chi è vaccinato, soprattutto con la dose booster, ha una risposta alla Omicron che arriva quasi al 90%, questo vuol dire avere una sintomatologia che può andare dall’asintomatico al lieve. Questi pazienti sono gestiti a domicilio, con una terapia di supporto e con l’aiuto del medico di famiglia. Al contrario i bambini, che non hanno la vaccinazione, se prendono l’infezione sono più facilmente ospedalizzati”, ha detto la dott.ssa Grandin. All’«HuffPost» l’esperta ha spiegato perché nei bambini il Covid può essere più complesso da controllare in casa: “La disidratazione e l’inappetenza che derivano dalla febbre sono più difficili da gestire a domicilio su un bambino di dieci mesi piuttosto che su un adulto di 45 anni. In più non dimentichiamoci dei bambini fragili, che necessitano di ulteriori cure”. 

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Omicron, sintomi nei bambini quali sono: ecco i più comuni

Secondo gli studi fatti finora la variante Omicron è sì più contagiosa, ma meno letale della Delta. Il discorso vale anche per i bambini, come ha spiegato al «Corriere della sera» la professoressa Annamaria Staiano, presidente della Società Italiana di Pediatria e docente di Pediatria presso l’Università di Napoli Federico II, “i bambini entrano più numerosi, ma vengono dimessi più rapidamente proprio perché le manifestazioni cliniche che richiedono l’ospedalizzazione sono meno severe rispetto alle precedenti fasi del COVID-19”. L’esperta ha spiegato che si osserva un ridotto coinvolgimento delle basse vie respiratorie  (i polmoni): “I bambini si presentano soprattutto con naso che cola, laringite, mal di gola e febbricola”. La Staiano ha specificato poi che in alcuni casi tali sintomi possono essere accompagnati anche da tosse e febbre importante. Leggi anche l’articolo —> Abrignani: «Per i vaccinati il Covid sarà come un’influenza, il picco a gennaio»

 

 

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