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Orietta Berti, segreti de ‘Il cantante mascherato’: dalla penale di 190mila euro al nullaosta del medico

Ieri sera, venerdì 24 gennaio 2020, è andata in onda la semifinale de Il Cantante mascherato, nuovo show di Raiuno condotto da Milly Carlucci che sta appassionando gli italiani. A far cadere la maschera ieri Emanuela Aureli, che si nascondeva dietro il personaggio del Pavone. La scorsa puntata era stata la volta della cantante Arisa, quella prima di Orietta Berti, la quale in un’intervista a  Tv Sorrisi e Canzoni ha svelato qualcosa in più del programma di Raiuno.

Il cantante mascherato Unicorno

Orietta Berti svela segreti de ‘Il cantante mascherato’: dalla penale di 190 mila euro al nullaosta del medico

L’usignolo di Cavriago, che per Il Cantante Mascherato, ha scelto di vestire i panni dell’Unicorno, ha raccontato ad Andrea Di Quarto di Tv Sorrisi e Canzoni i segreti dello show del venerdì, ispirato ad un format nato in Corea del Sud ed esportato in tutto il mondo. Orietta Berti, eliminata alla prima puntata, ha spiegato che non è stato facile prendere parte al gioco e soprattutto camuffare la sua voce inconfondibile«Io volevo proporre canzoni in spagnolo, tipo “Bailando”, “Despacito” o “Sofia”, ma mi hanno detto che si capiva troppo che ero io. Allora hanno detto di fare le canzoni francesi, ma anche lì era troppo chiaro. Allora abbiamo pensato alla Bertè e alla Nannini. Abbiamo abbassato anche la tonalità in modo da ottenere una voce più graffiante», ha detto la cantante, che ha spiegato che davvero nello studio nessuno conosce l’identità dei concorrenti in gara: «Gli artisti mascherati non possono parlare con nessuno, e viceversa. Ognuno ha la propria guardia del corpo, anch’essa mascherata: può essere una donna o un uomo e li accompagna dappertutto. Ciascuno ha il proprio camerino e non ha nessun contatto con gli altri concorrenti. Non possiamo uscire dal camerino né dalla sala di registrazione, e non si può rientrare in albergo con la maschera indosso. Ci si sveste in macchina. Quando arrivavamo in prossimità dell’albergo l’auto si fermava e io mi cambiavo. Meno male che era sempre buio, potevano scambiarci per ladri: uno con un casco integrale in testa desta sospetti…».

Orietta Berti

«Forse anch’io ho “sgamato” qualche collega, ma non posso mica parlare! Abbiamo delle penali…»

Persino la guardia del corpo è mascherata: «Altrimenti potrebbero individuarla. Il camuffamento è una regola che vale anche per gli accompagnatori, per esempio i miei figli, che sono sempre al mio fianco. Se qualcuno li avesse riconosciuti, avrebbe capito tutto», ha dichiarato Orietta Berti, che poi ha chiarito che solo Milly Carlucci e gli autori sanno la verità: «Neanche il coreografo sa niente. Io non potevo parlare con lui, mentre lui mi diceva cosa fare. Nelle prove, però, avevo una maschera con una visuale più ampia, in gara invece non vedevo nulla! Infatti ho chiesto di darmi due guardie del corpo per farmi accompagnare sul palco». La Berti un’idea però se l’è fatta: «Forse anch’io ho “sgamato” qualche collega, ma non posso mica parlare! Abbiamo delle penali, sa? Non si può dir niente, altrimenti sono 190 mila euro di penale per noi e 100 mila se a parlare sono i nostri accompagnatori. Di me sapevano solo mio marito Osvaldo e i miei figli. Comunque le assicuro che gli artisti sono all’oscuro di tutto. Si può intuire qualcosa soltanto dopo le esibizioni».

Orietta berti

Orietta Berti su “Il Cantante Mascherato”: «Ho detto sì subito. Conoscevo il format…»

Nel corso dell’intervista la cantante ha spiegato pure che non si canta dal vivo («Bisognerebbe infilare il microfono sotto il costume»), che per indossare i costumi ci vuole almeno un quarto d’ora e che sono parecchio pesanti: «Io avevo una gonna larga larga e delle scarpe con le zeppe, perché con una scarpa normale si potrebbe inciampare e cadere. Ogni zeppa ha la stessa altezza davanti e dietro, circa quattro dita. Mi sembrava di camminare con delle scarpe pesantissime». È stata lei a volere l’Unicorno: «Io potevo scegliere tra Barboncino, Unicorno e Angelo. Ho scelto l’Unicorno perché mi faceva tenerezza. Rispetto alla versione americana l’hanno reso più romantico». Sul finale Orietta Berti ha svelato persino un retroscena«Ho detto subito sì, perché vado spesso in America e conoscevo il format. Ma come gli altri ho dovuto farmi dare un nullaosta da un medico, perché uno potrebbe anche soffrire di claustrofobia».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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