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Patrick Zaki, le Sardine: “Schiaffo ai diritti, sia cittadino italiano”, appello a Mattarella e Lamorgese

La detenzione di Patrick Zaki è stata prolungata per altri 45 giorni. Non solo: è stata respinta anche la richiesta, presentata dalla difesa, di cambiare i giudici che stanno seguendo il caso. “Basta, siamo stanchi di assistere a questo scempio che ricade sulla vita di un ragazzo di 29 anni, è l’ennesimo schiaffo ai diritti“, ha commentato il Movimento delle sardine rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E ricordando di aver aperto una petizione per fargli ottenere la cittadinanza italiana, così da riuscire finalmente a farlo svegliare da questo incubo che dura da oltre un anno.

patrick zaki

Patrick Zaki, l’appello delle Sardine a Mattarella

Patrick Zaki è stato arrestato in Egitto, all’aeroporto della Capitale, nel febbraio del 2020. Contro di lui sono state sollevate accuse di terrorismo e diffusione di notizie false tramite social. Da allora non gli è permesso vedere la sua famiglia, e nemmeno ricevere un vero e proprio processo. Nei mesi si sono susseguite le udienze, ma i giudici non hanno fatto altro che rinnovare e prolungare di volta in volta la detenzione del giovane attivista che studiava all’Università di Bologna. Nel tempo sono così nate tante iniziative spontanee volte a chiedere la sua liberazione. Una di queste porta la firma del Movimento delle sardine, ed è rivolta direttamente al nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Presidente Mattarella e ministro Lamorgese, ci rivolgiamo a voi perché ogni giorno che Patrick resta in quella cella i diritti di tutti noi vengono calpestati, umiliando chi per anni ha combattuto e ha donato la vita per far sì che quei diritti fossero tutelati. Vi preghiamo di accettare la nostra istanza per iniziare la procedura per il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki“, hanno scritto sulla loro pagina Facebook. Come ricordano, insieme a Station to Station hanno già raccolto quasi 200mila firme. “Con questo atto possiamo salvare la vita di Patrick. Centinaia di Comuni stanno concedendo la cittadinanza onoraria, ora serve un atto di coraggio, politico e di esempio del Governo italiano. Chiediamo inoltre ai cittadini di firmare la petizione su Change.org. Possiamo salvare questo ragazzo, facciamo sentire la nostra voce. Noi siamo Patrick“.

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Patrick Zaky cittadinanza onoraria

Patrick Zaki, parla la sorella: “E’ depresso”

Durante l’ultima udienza, tenutasi alcuni giorni fa, è stato di nuovo ribadito che a Patrick Zaki sia stata diagnosticata la depressione. Lo aveva già affermato sua sorella, e a confermarlo è stato anche l’avvocato dell’Eipr, l’Ong con cui collaborava il giovane prima di essere arrestato. Anche per questo si sostiene che sia ingiustificato l’accanimento che si sta verificando nei confronti del ragazzo. Tra l’altro, all’udienza è stato impedito l’ingresso ai rappresentanti dei Paesi europei, tra cui l’Italia, che si erano recati in tribunale per seguire il caso. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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