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Perché Trump ha attaccato il Venezuela: la cattura di Maduro cambia tutto, le vere cause

03/01/2026 15:13 - Aggiornamento 03/01/2026 15:52

La domanda che nelle ultime tutti si fanno è una sola: perché Trump ha attaccato il Venezuela? L’operazione militare statunitense che ha colpito Caracas e portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro ha aperto una crisi internazionale senza precedenti, riportando al centro del dibattito globale il ruolo degli Stati Uniti in America Latina, il tema del narcotraffico e, soprattutto, il controllo delle risorse energetiche.

L’attacco Usa al Venezuela non arriva all’improvviso. È il punto di arrivo di una lunga escalation politica, diplomatica e militare che da mesi vedeva contrapposti Washington e Caracas, tra accuse reciproche, sanzioni economiche e minacce sempre più esplicite.

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Perché gli Usa hanno attaccato il Venezuela: la versione di Washington

Secondo l’amministrazione americana, l’operazione militare sarebbe stata motivata dalla necessità di colpire un regime accusato di finanziare la propria sopravvivenza politica attraverso il traffico internazionale di droga. Da tempo, infatti, gli Stati Uniti sostengono che il Venezuela sia diventato un nodo centrale delle rotte del narcotraffico verso il Nord America.

Donald Trump ha più volte definito Maduro “un criminale” e “il capo di un narcostato”, sostenendo che il suo governo rappresentasse una minaccia diretta alla sicurezza regionale. Non a caso, sulla testa del leader venezuelano pendeva da anni una pesante taglia, mentre diverse figure del regime risultavano già sanzionate o incriminate dalla giustizia statunitense.

L’attacco Usa Venezuela, nella narrazione americana, sarebbe quindi un’azione mirata, volta a smantellare una struttura criminale più che a colpire uno Stato sovrano. Una lettura che però non convince gran parte della comunità internazionale.

Petrolio e geopolitica: il vero motivo dell’attacco Usa al Venezuela?

Accanto alla questione del narcotraffico, c’è un altro elemento che ricorre in tutte le analisi: il petrolio. Il Venezuela possiede una delle più grandi riserve petrolifere al mondo, rimaste in gran parte inutilizzate negli ultimi anni a causa delle sanzioni e del crollo dell’economia.

Per molti osservatori, Trump ha attaccato il Venezuela anche – se non soprattutto – per ristabilire un controllo strategico sulle risorse energetiche del Paese e favorire il ritorno delle grandi compagnie petrolifere americane. Un’ipotesi rafforzata dalle dichiarazioni di esponenti dell’amministrazione Usa e dalle pressioni esercitate dai colossi dell’energia e dal Pentagono.

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Caracas ha sempre respinto questa versione, accusando gli Stati Uniti di portare avanti una politica imperialista mascherata dalla lotta alla droga. Secondo il governo venezuelano, l’obiettivo reale sarebbe stato un cambio di regime.

L’escalation: cosa è successo in Venezuela negli ultimi mesi

Per capire cosa sta succedendo in Venezuela, bisogna tornare indietro di diversi mesi. Già a settembre 2025, il governo di Maduro denunciava la presenza di forze militari statunitensi nei Caraibi, parlando apertamente di una possibile invasione.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, parlavano di operazioni di sicurezza contro i cartelli della droga. Nei mesi successivi, raid mirati contro imbarcazioni sospette, manovre navali e blocchi selettivi delle petroliere venezuelane hanno contribuito ad alzare la tensione.

A dicembre, la crisi è entrata nella fase più delicata: ultimatum politici, sanzioni rafforzate e il blocco navale hanno fatto capire che l’opzione militare era ormai sul tavolo. Nonostante alcuni segnali di apertura lanciati da Maduro a ridosso di Capodanno, la situazione è precipitata.

L’attacco e la cattura di Maduro: cosa è successo nella notte

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, forti esplosioni hanno scosso Caracas e altre aree strategiche del Paese. Poco dopo, Donald Trump ha annunciato l’operazione militare e la cattura di Maduro insieme alla moglie.

Secondo Washington, l’operazione sarebbe stata rapida e mirata. Dal Venezuela, invece, sono arrivate accuse di bombardamenti su aree urbane e di vittime civili e militari. Le autorità venezuelane parlano di una aggressione militare degli Stati Uniti e di una violazione gravissima della sovranità nazionale.

La Federal Aviation Administration ha imposto restrizioni allo spazio aereo venezuelano, mentre la giustizia americana ha confermato che Maduro sarà processato negli Stati Uniti.

Maduro chi è e perché era nel mirino degli Usa

Per chi si chiede chi è Maduro, Nicolás Maduro è il successore di Hugo Chávez e guida il Venezuela dal 2013. Il suo governo è stato segnato da una profonda crisi economica, da accuse di repressione politica e da scontri continui con l’Occidente.

Nel corso degli anni, Maduro è diventato una figura simbolo dello scontro tra Stati Uniti e governi anti-americani in America Latina. Le accuse di brogli elettorali, violazioni dei diritti umani e collusioni con il narcotraffico hanno progressivamente isolato il Paese sul piano internazionale.

Reazioni internazionali e tensioni globali

L’America attacca il Venezuela e il mondo reagisce. Russia, Cina e diversi Paesi europei hanno espresso forte preoccupazione, parlando apertamente di violazione del diritto internazionale. L’Unione Europea ha chiesto moderazione e il rispetto della Carta delle Nazioni Unite.

In Italia, il governo segue con attenzione la situazione, monitorando la sicurezza dei cittadini italiani presenti nel Paese. Le opposizioni chiedono una presa di posizione netta contro l’intervento armato.

Anche negli Stati Uniti non mancano le critiche: parte del Congresso accusa Trump di aver agito senza un mandato internazionale e di aver aperto una crisi che potrebbe avere conseguenze imprevedibili.

Cosa succede ora in Venezuela

La domanda ora è una sola: cosa è successo in Venezuela dopo l’arresto di Maduro e cosa succederà nei prossimi giorni. Il rischio è quello di un vuoto di potere, con possibili scontri interni e una fase di instabilità prolungata.

Molti analisti temono che l’operazione americana possa innescare una reazione a catena in tutta l’America Latina, riaprendo ferite storiche e alimentando sentimenti anti-statunitensi.

Quel che è certo è che l’attacco Usa al Venezuela rappresenta uno spartiacque geopolitico. Un evento destinato a pesare a lungo sugli equilibri internazionali, sulla credibilità del diritto internazionale e sul futuro di un Paese già stremato da anni di crisi.

Mentre il mondo osserva, la crisi venezuelana resta aperta. E la domanda che ha acceso tutti oggi continua a riecheggiare: perché Trump ha attaccato il Venezuela e quali saranno le conseguenze reali di questa scelta.

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