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Finge il suicidio per mollare la fidanzata: 20enne denunciato per procurato allarme

Perugia, finge il suicidio: denunciato. “Ho trovato questo telefono in riva al fiume, il proprietario si è tolto la vita. In un biglietto ha scritto di avvertirti e di tenere il cellulare”. Questi gli allarmanti messaggi ricevuti da una 28enne italiana che ha subito avvertito la polizia di Perugia, convinta della morte del suo ragazzo, un ventenne rumeno. Ma la Polizia ha poi scoperto tutto: era solo un “brillante” piano per mollare la fidanzata.

Afragola cadavere

Perugia: 20enne finge il suicidio

Una ragazza chiama la sala operativa della Polizia di Stato di Perugia per segnalare di aver ricevuto strani messaggi dal proprio fidanzato che lasciano pensare a un suicidio. Il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si reca presso l’abitazione della giovane, italiana classe 1993. Nelle indagini scopre che la ragazza è in contatto con una persona attraverso il telefono del fidanzato. L’interlocutore afferma di aver trovato il cellulare lungo le sponde di un fiume insieme con un bigliettino adesivo nel quale era scritto di contattare la ragazza, in quanto il proprietario del telefono si era tolto la vita.

La truffa

La giovane chiede informazioni, ma l’interlocutore continua a ripeterle che il suo fidanzato non c’è più. Egli insiste inoltre di volersi tenere il cellulare trovato “per caso”, nel rispetto delle volontà scritte nel biglietto lasciato dal ragazzo. Insospettiti dalla peculiare dinamica, i poliziotti avviano ricerche e accertamenti sul ragazzo scomparso, un cittadino rumeno classe 2001 con precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio.

Infine, la scoperta: il giovane è stato rintracciato, sano come un pesce, mentre cercava di tenersi alla larga dalla fidanzata 28enne. L’obiettivo? Chiudere la relazione non più gradita, fingendo il proprio suicidio e fingendosi il fantomatico individuo che aveva ritrovato il cellulare. Il 20enne è stato denunciato per procurato allarme, una contravvenzione che può essere punita con l’arresto fino a sei mesi o con un’ammenda da 10 a 516 euro. >> Vittorio Veneto, morto in casa da 10 giorni: il suo cadavere dilaniato dai cani

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