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Secondo Silvio Berlusconi i pescatori sequestrati in Libia sarebbero “liberi grazie a Putin”

Mentre proseguono gli interrogatori dei pescatori di Mazara del Vallo sequestrati in Libia e liberati dopo 108 giorni di prigionia, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi interviene sul caso con una telefonata piuttosto spinosa, rilanciata dal quotidiano Libero. Il merito del ritorno a casa dei pescatori, sarebbe del presidente russo Putin. “È stato Putin – avrebbe rivelato Berlusconi – con le sue telefonate ad Haftar a farli liberare, questa è la verità di quello che è successo”. Una versione che contrasta con tutte le informazioni pubbliche sul caso e pure con tutti i retroscena emersi finora. La liberazione dei nostri pescatori, infatti, si deve al prezioso ed efficace lavoro dell’intelligence italiana, l’Aise.

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Pescatori Libia sequestrati

Pescatori sequestrati in Libia, liberi grazie a Putin: la presunta telefonata di Berlusconi

Secondo Libero la telefonata, che avrebbe favorito la conversazione con Marco Marrone, armatore del Medinea, uno dei due pescherecci rientrati a Mazara del Vallo, era stata organizzata dal presidente dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana), Gianfranco Micciché, presente all’arrivo dei motopesca Antartide e Medinea. “Non bisogna dirlo però”, avrebbe poi proseguito il Cavaliere.

Il quotidiano milanese però non fornisce alcuna prova effettiva di questa conversazione, a parte le indiscrezioni raccolte presso i diretti interessati. Giunti a Mazara del Vallo nella giornata di ieri, domenica 20 dicembre 2020, i pescatori erano partiti da Bengasi intorno all’una di notte di venerdì: hanno navigato per poco meno di 60 ore.

Pescatori Libia sequestrati

“Siamo stati trattati malissimo”: le prime parole dei pescatori liberi

Ad attendere i pescatori, sulla banchina, i familiari e le autorità. “Oggi è il nostro Natale, – ha affermato Marco Marrone – anticipato di qualche giorno”. “Mi auguro – ha proseguito nella parole riferite dall’Ansa – che questa storia sia da sprone per unire la marineria di Mazara, che nella sua storia ha subito almeno 50 sequestri; e serva al governo per risolvere la questione dei confini marittimi della Libia”. “Siamo stati trattati malissimo, – ha detto uscendo in auto dal porto Pietro Marrone, comandante del Medinea – ma sono felice di essere qui”. “Siamo stati per settimane a piedi nudi. – ha confermato un altro dei componenti dell’equipaggio – Ci hanno trattato molto male”. >> Mazara del Vallo pescatori sequestrati in Libia, i familiari: «Riportateli a casa per Natale»

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