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Pescherecci fermi per il caro gasolio: sciopero andrà avanti per una settimana

Pescherecci fermi – Il prezzo del gasolio è alle stelle e così i pescherecci di tutta Italia sono ormeggiati alle banchine dei porti. Prendiamo Rimini, ad esempio: per sette giorni ci sarà lo sciopero perché i costi superano gli incassi: meglio star fermi per la categoria. Domani è previsto un incontro con il governo e le associazioni che chiedono ristori economici, cassa integrazione per gli equipaggi, tra le tante cose. All’ordine del giorno infatti il «caro gasolio», ma anche un «reintegro dello sgravio fiscale contributivo all’80%», l’eliminazione del «contributo del datore di lavoro per la Naspi sui licenziamenti» fino alla «riduzione delle giornate di fermo aggiuntivo».

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Pescherecci fermi per il caro gasolio: sciopero andrà avanti per una settimana

A Roma è previsto a breve un incontro con il ministro della pesca. Obiettivo far entrare il comparto fra quelli che avranno un sostegno nel prossimo dpcm, come hanno spiegato i rappresentanti delle marinerie locali e nazionali. Se così non sarà: tutto resterà fermo, le barche legate al porto. Diciamo pure che il gasolio è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo: «Questi prezzi folli di fatto ci impediscono di lavorare. Il carburante incide più del cinquanta per cento, non ce la facciamo più e ogni giorno con il conflitto va sempre peggio, con le cifre attuali l’attività non si sostiene, con una giornata di pesca non è possibile pagare l’equipaggio e le spese», ha spiegato sul Corriere di Romagna Giancarlo Cevoli, il presidente della Cooperativa Lavoratori del Mare. Parole che fanno capire la crisi del settore, le difficoltà dei pescatori. Come Rimini tutta Italia.

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Cosa chiede la categoria

La flotta peschereccia di Fiumicino, prima marineria regionale per quantitativo di pescato e la seconda per numero di imbarcazioni dopo Anzio, oggi contro il caro gasolio non è uscita in mare. Così sarà anche nei prossimi giorni. «La situazione è insostenibile il costo gestionale legato al carburante non ci permette di far fronte attualmente ad un’attività sostenibile. Speriamo che il Governo intervenga sul costo dei carburanti e che arrivino dei riscontri dall’incontro al Ministero il 9 marzo. Il rischio di impatto su tutto il comparto e la filiera è enorme», ha spiegato Gennaro Del Prete, presidente della Pesca Romana. Nelle Marche, regione dove si è tenuta la riunione dei rappresentanti dell’80% delle marinerie italiane, «tutti i pescherecci di San Benedetto del Tronto, Civitanova Marche, Ancona, Fano e Pesaro hanno aderito compatti all’iniziativa. Martedì andranno negli uffici delle capitanerie di porto per consegnare i documenti delle imbarcazioni senza sbarcare i marinai, un gesto che gli armatori hanno deciso per non far perdere lo stipendio ai dipendenti, senza perdere le giornate di pesca», ha aggiunto Apollinare Lazzari, Presidente dell’Associazione Produttori Pesca di Ancona. Leggi anche l’articolo —> Quanto costa oggi la benzina in Italia? E negli altri Paesi? Rincari evidenti ovunque

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