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Dopo il crollo del 2020 il Pil italiano vola, Confindustria: “Nel 2021 crescita al 6,3-6,4%”

Pil Italia 2021. “Forte rimbalzo” del Pil italiano che nonostante la frenata di fine anno dettata dall’aumento del prezzo delle materie prime e dai timori di una nuova ondata Covid, si appresterebbe a chiudere il 2021 con un aumento tra il +6,3 e il 6,4%. E’ quanto stima il centro studi di Confindustria (Csc) in “Congiuntura Flash”. (Continua a leggere dopo la foto)

pil italia 2021

Pil Italia 2021 in “forte rialzo”: il report di Confindustria

Si tornerebbe dunque, scrivono gli economisti di viale dell’Astronomia, al livello pre-Covid nel 1° trimestre 2022, “risultato non scontato visti i mancati recuperi nelle crisi precedenti”. E’ il 4° trimestre, però, a delineare l’atteso rallentamento: “la scarsità di materie prime e di semilavorati e la risalita dei contagi in Italia e in Europa fanno perdurare l’alta incertezza”, conclude.

I consumi privati trainano il rimbalzo del Pil nel 2021: sono infatti stimati in ulteriore risalita nel 3° e 4° trimestre dell’anno. “I margini di recupero sono ampi: la spesa in servizi è ancora compressa così come le immatricolazioni di automobili, che stanno recuperando, ma in misura parziale rispetto al crollo del 2020 (+12,8% fino a ottobre, dopo -30,9%)”, scrivono gli economisti di viale dell’Astronomia, in Congiuntura Flash. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma ci sono diverse nubi all’orizzonte: la corsa dei prezzi dell’energia e la frenata dell’export

“Resta da spendere una parte dell’extra-risparmio accumulato nel 2020 mentre la fiducia dei consumatori a ottobre-novembre è diminuita poco, rimanendo alta; e gli ordini dei produttori di beni di consumo hanno recuperato ancora. Viceversa, gli alti prezzi dell’energia fanno da freno”, prosegue il Csc. In crescita ulteriore anche gli investimenti che sono già oltre i valori pre-crisi: “gli ordini interni per i produttori di beni strumentali restano su un buon livello a novembre”, scrive ancora Confindustria che stima una nuova espansione nel 3° e nel 4° trimestre anche per i macchinari e le attrezzature.

Frena invece l’export italiano di beni la cui performance resta “molto eterogenea” tra settori e mercati: pesa la caduta nei mezzi di trasporto; deboli le vendite verso Regno Unito e, di recente,
Svizzera”. E anche se per il 4° trimestre, gli ordini manifatturieri esteri segnalano una espansione tuttavia, conclude il Csc, ” ritardi e carenze nelle catene internazionali di fornitura, che già si riflettono in una battuta d’arresto degli scambi mondiali e un calo dell’export tedesco in agosto-settembre, rischiano di avere un impatto sull’export italiano anche negli ultimi mesi del 2021″

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