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Primo Dpcm Draghi, zona “arancione scuro” e restrizioni. Speranza: «Non possiamo allentare le misure»

In vista della scadenza del 5 marzo (ultimo giorno di restrizioni dell’era Conte), ecco farsi strada il primo Dpcm firmato Draghi. Un decreto che non rappresenterà una svolta rispetto al presente, anzi sembra mostrare già tutti i presupposti nel voler proseguire sulla linea di rigore inaugurata dal premier precedente. Stando alle prime indiscrezioni, saranno infatti confermate tutte le restrizioni già in vigore: dai ristoranti chiusi la sera, ai viaggi fuori regione solo per chi ha la seconda casa, al prolungamento della chiusura di cinema e teatri.

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Primo Dpcm Draghi

Primo Dpcm Draghi, confermate le restrizioni: le parole di Speranza

A confermare la linea del premier Draghi il ministro della Salute Roberto Speranza. Nell’intervento alle Camere, – in cui si è fatto portavoce del primo Dpcm del nuovo governo – il capo del dicastero di viale Ribotta ha dichiarato: «In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia. È un passaggio delicato e decisivo per vincere, finalmente, questa lunga e difficile battaglia che stiamo conducendo da mesi. Adesso, ancor più che in altre fasi dell’emergenza, serve uno sforzo unitario e una leale collaborazione, a Roma come in tutte le Regioni».

«È fondamentale – ha proseguito Speranzamantenere un approccio di grande prudenza. Dovremo verificare, passo dopo passo, se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, per me, nella scrittura del prossimo DPCM, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute». E ancora: «Nella battaglia a questo virus, che ci ha colpito così duramente, non dobbiamo avere esitazioni: limitare la diffusione del contagio fino a quando, con la campagna di vaccinazione, non argineremo definitivamente il Covid e le sue varianti, è il presupposto indispensabile per tornare a far crescere in modo stabile e sostenibile il nostro Paese. La vittoria sanitaria è la prima e indispensabile mattonella per far ripartire davvero l’Italia: non ci può essere vera crescita, senza sicurezza sanitaria».

Primo Dpcm Draghi

Nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo: cosa prevede

Il nuovo Dpcm sarà dunque in vigore fino al prossimo 6 aprile, data che include le ricorrenze di Pasqua e Pasquetta. In questo clima di rigore – riferisce Open.online – l’unico spiraglio di apertura potrebbe risiedere nella data del 27 marzo. A partire da tale giorno potrebbero riaprire cinema e teatri ed essere permessi gli spostamenti tra regioni anche per chi non possiede una seconda casa. I dettagli, però, non sono stati ancora definiti. L’entrata in vigore del nuovo Dpcm dovrebbe poi introdurre una novità: la creazione di un’ulteriore fascia cromatica identificata nell’“arancione scuro” o “arancione rafforzato”. Sarà questa l’espressione utilizzata per definire le zone in cui vi è una presenza rilevante di casi riconducibili alle varianti del Coronavirus, oggi al centro delle preoccupazioni dei tecnici. >> De Magistris (sindaco di Napoli): «In zona gialla meglio aprire 24 ore su 24»

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