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Lo zar Putin ha lasciato Mosca e si trova in un rifugio segreto? Ecco quanto c’è di vero

Non si arresta l’ondata di morbosa curiosità su Vladimir Putin. Dopo la villa sulle rive del Mar Neromostrata dagli attivisti di Navalny, tra gli antagonisti più in vista del presidente russo, hanno preso a circolare alcune indiscrezioni sul luogo in cui il capo del Cremlino si troverebbe in questo momento. Ha lasciato Mosca? È scappato? Ci sono sul tema versioni discordanti.

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Putin ha lasciato Mosca e si trova in un «rifugio segreto»? Ecco quanto c’è di vero

A dare la notizia è stata qualche giorno fa «La Stampa» che, nel riportare alcune indiscrezioni, ha parlato addirittura di un rifugio segreto sull’Altaj, una zona remota al confine tra Russia e Mongolia. Il rumor è stato rilanciato anche da «Il Giornale», ma nessuno da Mosca ha confermato. Qualcosa di analogo era successo anche con l’altro protagonista del conflitto in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky. Si era scritto di una sua rocambolesca fuga in Polonia per evitare di finire nelle mani dei Russi. Una voce che Kiev però aveva troncato sul nascere. «Sono a Kiev, in Bankova Street e non mi sto nascondendo. Non ho paura. La gente in ogni città si sta difendendo, anche senza armi. Io sono qui e non cederò. Fino a quando sarà necessario per vincere questa guerra», aveva detto il leader ucraino. Dunque? Dov’è Putin? A Mosca?

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Era accaduto anche con il presidente ucraino Zelensky

Sulla questione si è espresso l’esperto geopolitico Andrea Margelletti, che ha concesso una lunga intervista a «La Stampa». All’osservazione del giornalista “Putin è davvero scappato dal Cremlino? Sulla sua ipotetica fuga stanno circolando le ipotesi più improbabili…”, Margelletti ha risposto così: «Sì, addirittura che si sia rifugiato in Mongolia, posto molto comodo per seguire la guerra. No, Putin è a Mosca: il potere in questi casi non fugge mai». Sul possibile ricorso alle armi chimiche l’esperto ha detto: «Se Putin non otterrà dal punto di vista dell’avanzata delle sue truppe i risultati sperati sì, potrebbe passare all’utilizzo delle armi chimiche. E noi ce ne accorgeremmo se la front-line delle truppe russe verrà sostituita con militari ceceni o siriani. In pratica carne da cannone». Leggi anche l’articolo —> La guerra in Ucraina “un fallimento totale”, i servizi segreti russi “scaricano” Putin: il report

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