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Quando fare il tampone? I sette sintomi che insieme predicono il Covid-19

Quali sintomi per fare il tampone? È l’annosa domanda che ci poniamo da quasi due anni. Un nuovo studio dell’Imperial College di Londra avrebbe individuato i sette sintomi che tutti insieme anticiperebbero il virus da Covid-19. Beninteso, per avere la conferma, è necessario sottoporsi a test molecolari (quelli più affidabili), ma soprattutto, nel caso di dubbio, è bene evitare il più possibile contatti con gli altri e mettersi in isolamento.

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Quando fare il tampone? I sette sintomi che insieme predicono il Covid-19

I sintomi più comuni con cui si manifesta l’infezione da Covid-19 sono febbre (almeno 37,5°C), brividi, tosse di recente comparsa, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), naso che cola, mal di gola e diarrea (soprattutto nei bambini), come riferisce il sito “Humanitas”. In queste ultime settimane però si sta parlando molto di un recente studio portato avanti dall’Imperial College di Londra, che ha condotto una ricerca, pubblicata sulla rivista Plos Medicine. «Al fine di migliorare i tassi di positività al tampone molecolare e di conseguenza di migliorare il controllo della trasmissione del virus, proporremmo di estendere la lista dei sintomi usati come triage a tutti e 7 i sintomi che abbiamo identificato», hanno spiegato gli autori. Nello studio gli scienziati hanno analizzato i risultati dei tamponi effettuati confrontando i sintomi che si erano manifestati nei soggetti una settimana prima del test. E si è giunti ad una conclusione piuttosto interessante. Un campione ampio: gli esperti hanno posto a paragone l’esito di tamponi fatti in Gran Bretagna su 1.147.345 volontari con i sintomi che questi avevano manifestato una settimana prima del test. Il risultato, come rilancia “Pagine Mediche”, ha messo in luce che un determinato mix di segnali dava positività al tampone nel 70-75% dei casi.

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Cosa dice lo studio e come comportarsi in caso di positività

Di che sintomi si tratta? Sono sette in tutto e quando percepiti tutti insieme, devono indurre ad eseguire un tampone: perdita o cambiamento dell’olfatto, perdita o cambiamento del gusto, febbre, tosse persistente, brividi perdita di appetito e dolori muscolari. Se si avesse a che fare con sintomi del genere è opportuno sottoporsi ad un tampone. È bene precisare che quest’ultimo deve essere eseguito trascorse almeno 72 ore dall’ultimo contatto a rischio (da 72 ore a 5 giorni). I sintomi descritti possono anche essere i segnali spia della comune influenza stagionale. L’ultima “parola” spetta al tampone, il solo strumento che ci consente di fare un distinguo. Chi ha avuto contatti con qualcuno che è un contatto stretto di una persona positiva deve fare il tampone? La risposta è no. In questo caso non occorre fare il tampone. Per maggiori informazioni sulla situazione epidemiologica in Italia e chiarimenti l’invito è a consultare il sito ufficiale del Ministero della Salute. Leggi anche l’articolo —> Efficacia dei vaccini Covid, la protezione crolla dopo sei mesi: cosa dicono i dati

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