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Quarta dose di vaccino anti Covid, sì o no? Parlano gli esperti

Sì o no alla quarta dose di vaccino anti Covid? In molti paesi esteri la quarta dose è già una realtà. Cosa deciderà di fare l’Italia? A oggi poco più di 25 milioni di persone, ovvero il 64,45% della popolazione, dopo aver completato il ciclo vaccinale di base, ha ricevuto anche la terza dose booster. Ma le opinioni su un eventuale altro richiamo sono ancora contrastanti. Ecco riportate alcune dichiarazioni fatte da Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Ema e il microbiologo Andrea Crisanti. (continua a leggere dopo la foto)

Dall’obbligo vaccinale over 50 alla possibilità della quarta dose di vaccino

L’Italia ricorre all’obbligo vaccinale over 50 per cercare di far aumentare il numero degli immunizzati.
Dal 1° febbraio 2022, infatti, scatteranno sanzioni di 100 euro per chiunque, con età superiore a 50 anni risulti essere ancora senza alcuna somministrazione di vaccino anti Covid. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato: “L’obbligo vaccinale sopra i 50 anni ha un’obiettivo fondamentale: ridurre l’area dei non vaccinati che sono particolarmente esposti a gravi malattie”.

Anche in altri paesi europei, al pari dell’Italia, non si parla ancora di quarta dose. Dal 3 gennaio 2022, in Israele, tutta la popolazione over 60 considerata più fragile avrà il diritto di richiedere la quarta dose. In Ungheria sarà somministrata a chiunque ne faccia richiesta. Stati Uniti, Regno Unito, Cile e Grecia vaccineranno con la quarta dose unicamente i pazienti immunocompromessi. La domanda quindi nasce spontanea: dopo l’obbligo vaccinale e il super green pass sul lavoro, la quarta dose verrà somministrata anche in Italia? Le parole di Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Ema, per il momento sembrano prefigurare una discussione lunga: “Non si possono somministrare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi”.

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Quarta dose vaccino: secondo l’Iss porta a oltre il 97% la protezione dal virus

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha dichiarato che l’iniezione booster porta oltre il 97% di efficacia nella prevenzione. Ma quando la maggioranza degli italiani avrà ricevuto la terza dose del vaccino, che posizione prenderà l’Italia? Marco Cavaleri a riguardo, ha ancora commentato: “non abbiamo  visto i dati sulla quarta dose di vaccino anti-Covid. Vogliamo vedere questi dati prima di fare qualunque raccomandazione. Sicuramente, -ha continuato- un  booster ogni quattro mesi rischia di affaticare la popolazione e di stressare il sistema immunitario.”

Il nodo cruciale del discorso di Cavaleri, non è l’insicurezza sulla quarta dose. Piuttosto, l’insicurezza sulle strategie di immunizzazione di massa. Le case farmaceutiche sono già a lavoro per trovare un vaccino contro la  variante omicron, ma a detta dell’Ema “continuare a inseguire la pandemia e le nuove varianti sembrerebbe non essere la strategia giusta.” Secondo Cavaler sarebbe infatti meglio “iniziare a pensare a una somministrazione di booster più distanziata nel tempo perché vaccinazioni ripetute a brevi intervalli non rappresentano una strategia sostenibile a lungo termine.”

Crisanti: “Investire in vaccini di seconda generazione”

“Bisogna investire in vaccini diversi. Vaccini di seconda generazione che abbiano una durata maggiore e che siano destinati anche a Paesi con basso reddito” ha affermato in un’intervista il microbiologo Andrea Crisanti.  Aggiungendo che i  “vaccini di seconda generazione” sono vaccini mutuati su quelli tradizionali che possono indurre però, risposte molto più prolungate. “Se durassero due o tre anni non saremmo in questa situazione” ha continuato.

Pensiero che è stato fortemente espresso anche dallo stesso Cavaleri. “L’azienda farmaceutica statunitense Pfizer ha detto che a marzo sarà pronto il vaccino contro Omicron. È la strada giusta?” ha domandato un giornalista a Crisanti durante un’intervista.  La sua risposta è stata: “Sarà una scorciatoia di breve termine. Ne sono convinto”. Gli interrogativi, dunque, restano in attesa di una presa di posizione ufficiale del governo italiano.

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