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Quirinale, Fico convoca Parlamento il 24 gennaio: i candidati dei singoli partiti

Quirinale 2022, il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle ore 15, per eleggere il presidente della Repubblica. L’avviso, come rende noto l’ufficio stampa della Camera, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi, 4 gennaio. “Nelle prossime due settimane, all’attività ordinaria della Camera si affiancherà quella di preparazione al voto. Siamo al lavoro insieme al collegio dei questori per definire l’organizzazione e le misure per garantire la piena operatività e sicurezza del voto”, ha assicurato Fico. Qual è stata la reazione dei partiti? Chi sono i candidati?

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Quirinale 2022, Fico convoca Parlamento il 24 gennaio: i candidati dei singoli partiti

Da Silvio Berlusconi a Mario Draghi, da Giuliano Amato a Pier Ferdinando Casini. Non solo uomini: Marta Cartabia, Maria Elisabetta Casellati e Letizia Moratti. E poi il Mattarella bis. Sono questi i nomi che stan circolando di più sui principali quotidiani: la verità però è che è davvero difficile fare dei pronostici proprio perché si tratta di una partita delicata. La maggioranza di governo è assai ampia, eterogenea. Trovare un punto d’accordo, un capo dello stato gradito a tutti, sarà un’impresa tutt’altro che facile. Senza contare che a votare sono i parlamentari, non i leader. Il fattore “imprevedibilità” sarà decisivo. Partiamo dal centrodestra: “L’ipotesi di Draghi presidente, per ciò che ci riguarda, è valutabile solo nell’ottica esclusiva di un ritorno al voto immediato. Perché il primo problema in Italia è la mancanza di un governo frutto di una maggioranza omogenea che abbia valori, idee e visioni coerenti per disegnare il futuro della nazione”, ha detto il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida. “Berlusconi certamente è un uomo che ha difeso gli interessi nazionali quando era al governo. Se il centrodestra scegliesse altre strade per noi ha molta importanza resti coeso”, ha aggiunto Lollobrigida. Ma il Cavaliere non avrà mai i voti dei pentastellati, che spingono per un Mattarella bis. “Sergio Mattarella è stato sempre ed è il primo nome che il M5S voterebbe per il Quirinale. Non sono per niente sorpreso dal pensiero di alcuni nostri senatori. Lo condivido in pieno. Conosciamo tutti la posizione del presidente Mattarella in merito a un suo eventuale secondo mandato. Se dovesse cambiare idea, il M5s non farà mancare il proprio sostegno”, ha detto Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle.

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Berlusconi nome divisivo: M5s e Pd non disposti a votarlo

Sulla candidatura di Berlusconi al Colle c’è il no anche del Partito Democratico. “Finché il centrodestra ha una posizione ufficiale attorno a Berlusconi, il dibattito resta congelato”. Han detto fonti del Nazareno all’«Adnkronos» dopo le indiscrezioni della Lega su Matteo Salvini e la richiesta di un tavolo dei leader sul dossier Quirinale. “La nostra posizione è la stessa rispetto ai giorni scorsi”, hanno fatto presente le stesse fonti. Resta “sempre la disponibilità a parlare” con il medesimo approccio tenuto del segretario Enrico Letta ovvero un confronto sul metodo e quindi su un nome non divisivo. E Italia Viva? Per il coordinatore nazionale del partito fondato da Renzi, Ettore Rosato, “bisogna riuscire ad andare ai tavoli di discussioni capaci di sostenere più tesi e più candidature, questo vale per tutti, è un elemento che ognuno dovrà portare nel suo bagaglio di trattativa, non esiste la trattativa su un solo nome. Io penso che nessuno possa arrivare con un nome preconfezionato, perché si tratta di una trattativa che deve mettere insieme partiti molto eterogenei, bisogna evitare veti e nomi preconfezionati”. Dal canto suo Rosato scansa l’ipotesi di Draghi al Quirinale perché senza di lui l’attuale esecutivo verrebbe meno. “Andare a votare nel 2022 sarebbe un errore e un governo tecnico senza la credibilità di Draghi sarebbe meno forte. Dunque vediamo cosa costruirà la politica”, le parole di Maria Elena Boschi. Leggi anche l’articolo —> Formica: “In Draghi prevale la cultura del banchiere. È inadatto per il Colle”

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