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Quirinale, Conte frena su Draghi: scontro al vertice del M5s con Di Maio | Retroscena

Quirinale, Draghi retroscena – Come si dice: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”. Questo grossomodo deve essere stato il pensiero balenato in testa a Giuseppe Conte, al termine del vertice del M5s, in vista delle votazioni del presidente della Repubblica. Eh già, perché il braccio di ferro con Luigi Di Maio, attuale ministro degli Affari Esteri, favorevole ad un passaggio di Draghi al Colle, preoccupa non poco l’avvocato del popolo. Colpi di coda, giravolte e ripensamenti sono all’ordine del giorno in politica: ormai Conte l’ha capito. L’impressione però è che non sappia nemmeno lui che pesci prendere. Ieri, raccontano fonti M5S presenti alla riunione all’Adnkronos, il tema sarebbe stato a lungo dibattuto tra i due nella cabina di regia convocata in serata. Nessuna lite ci sarebbe stata, ma un confronto serrato.

conte di maio

Quirinale, Conte frena su Draghi: scontro al vertice del M5s con Di Maio | Retroscena

Conte, stando ad un retroscena reso noto dall’«Adnkronos», avrebbe spiegato che il veto non è sulla persona. Per l’ex premier il profilo di Draghi è autorevole, ma sarebbe un errore spostarlo da Palazzo Chigi, dove è stato messo per una mission che è ancora da portare a termine. Vale a dire la lotta alla pandemia e il Pnrr. Lo stesso Conte avrebbe poi sottolineato come sarebbe difficile per il M5S entrare in un nuovo governo, qualora Draghi riuscisse sul serio a raggiungere il Colle. Secondo il ragionamento del leader pentastellato con l’ex numero uno della Bce verrebbe meno il motivo che ha giustificato la nascita del governo di unità nazionale. Di Maio è di parere opposto: il ministro degli Affari ritiene che il M5s non debba isolarsi, irrigidendosi sul veto di Draghi. Tantomeno però possono intestarselo i grillini, che in passato hanno detto di tutto e di più sull’economista.

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Dagli Affari Esteri alla presidenza del consiglio: il colpaccio di Luigi Di Maio è ora possibile?

A supporto del suo discorso, per far capire che non ne trarrebbe alcun vantaggio, Luigi Di Maio avrebbe sottolineato poi che con Draghi a Palazzo Chigi lui resterebbe al suo posto, al ministero degli Esteri. In verità, stando ad alcuni retroscenisti, l’ex leader pentastellato ambirebbe addirittura al ruolo di premier e potrebbe spartirsi la “fetta di torta” con l’altro leader che più si sta spendendo in queste ore, Matteo Salvini. Ricordate il Conte I? Il sodalizio giallo-verde? Non è da escludersi uno scenario del genere. Supposizioni, non vi è alcuna certezza. Anche perché alla conferenza stampa cominciata pochi minuti fa, Salvini ha parlato di compattezza del centrodestra, svelando la lista dei tre “papabili” per il Colle. Una rosa in cui non si è fatto alcun accenno all’economista. “Io credo che stiamo andando verso Draghi. E noi saremo gli ultimi come sempre ad arrivarci”, le parole di un grillino della fronda con in testa Di Maio. Il ministro ha trascorso tutta la giornata di ieri al Transatlantico, dove ieri il clima era incandescente. 

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Quirinale, per Draghi strada in salita: qual è il vero nodo

“Draghi al Quirinale Giuseppe non lo vuole, raramente l’ho visto così convinto…”, ha spiegato uno dei grillini presenti all’incontro, riferendosi a Conte. Non una lite vera e propria, ma un vertice caratterizzato da frizioni. “Il vero nodo”, sottolineano fonti pentastellate, “riguarda l’eventuale formazione di un nuovo governo qualora si concretizzasse l’ipotesi di un’elezione di Draghi al Quirinale”. Per ora resta la convergenza con Pd e Leu su Andrea Riccardi, ma è difficile che il centrodestra possa sostenerlo. Leggi anche l’articolo —> Giorni faticosi per Draghi, ora anche l’«Economist» frena la sua corsa al Colle: la frase rubata

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